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venerdì 27 giugno 2008

Il CSM assolve la Forleo!!


Riportiamo qui di seguito una notizia ansa e vediamo se le tv e i giornali danno lo stesso rilievo che hanno dato quando che era stata accusata di aver violato i suoi doveri di giudice...


» 2008-06-27 15:27
CASO UNIPOL: CSM ASSOLVE IL GIP CLEMENTINA FORLEO
Il gip di Milano Clementina Forleo è stata assolta dalla sezione disciplinare del Csm dall'accusa di aver violato i suoi doveri per i contenuti dell'ordinanza con la quale, nel luglio del 2007, chiese alle Camere l'autorizzazione all'uso di intercettazioni che riguardavano alcuni parlamentari nell'ambito della vicenda Unipol.La decisione è stata presa dopo due ore di camera di consiglio. Il rappresentante della Procura generale della Cassazione, Federico Sorrentino, aveva invece chiesto la condanna di Forleo alla censura e al trasferimento d'ufficio.La richiesta si riferiva all'ordinanza con la quale nel luglio 2007 chiese alle Camere l'autorizzazione all'uso di intercettazioni che riguardavano alcuni parlamentari, tra cui Piero Fassino e Massimo D'Alema. La ragione per la quale Forleo andava condannata, ha spiegato il rappresentante dell'accusa, il sostituto pg della Cassazione Federico Sorrentino, è che ha espresso "un abnorme e non richiesto giudizio anticipato" su alcuni di questi parlamentari che pure non erano indagati, ledendo i loro diritti ed esorbitando dalle sue competenze. E così non solo ha commesso una "grave violazione di legge", ma anche dimostrato scarso equilibrio. In quell'ordinanza, Forleo aveva definito "consapevoli complici di un disegno criminoso" D'Alema e il senatore Nicola La Torre, ipotizzando per loro il possibile concorso nel reato di aggiotaggio. E li aveva descritti come "pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali in totale spregio dello stato di diritto. Il difensore di Forleo, il procuratore di Asti Maurizio Laudi, ha invece chiesto l'assoluzione, ritenendo del tutto infondate le accuse nei confronti della sua assistita. La sezione disciplinare si è riunita in camera di consiglio per decidere.

LA MOTIVAZIONE: 'IL FATTO NON COSTITUISCE ILLECITO DISCIPLINARE'

''Il fatto non costituisce illecito disciplinare'': e' con questa motivazione che la sezione disciplinare del Csm ha assolto il Gip di Milano, Clementina Forleo, dall'accusa di aver violato i suoi doveri in relazione ad un'ordinanza emessa nell'ambito dell'inchiesta Unipol. Nei confronti del Gip Forleo, pero', pende ancora una procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilita' ambientale, che le e' stata avviata dalla Prima commissione del Csm. Ora il plenum di Palazzo dei Marescialli dovra' decidere, forse gia' la prossima settimana, se procedere al trasferimento o archiviare il caso. A carico del Gip c'e' inoltre un'altra azione disciplinare promossa dalla Procura generale della Cassazione: riguarda la vicenda dei contrasti con la Procura di Milano sul processo a Farida Bentiwaa, la prima donna in Italia a finire in un'inchiesta sul terrorismo islamico.

SPERO CHE ANCHE DE MAGISTRIS ABBIA GIUSTIZIA

Il gip di Milano, Clementina Forleo, ha rivolto un pensiero al collega Luigi De Magistris, non appena assolta dalla commissione disciplinare del Csm. "Siccome il tempo è galantuomo - ha detto - spero che anche De Magistris abbia giustizia"

domenica 8 giugno 2008

La prima legge vergogna in cantiere


video che ci aiutano a capire l'uso delle intercettazioni e la loro pubblicabilità - scorrete con la freccia destra

Siamo uno Stato dove il gioco degli equilibri tra i vari organi istituzionali viene continuamente minato e la maggior parte delle volte è il potere politico a sconfinare nel territorio che non gli compete salvo poi scaricare le colpe sugli altri.
Gli ultimi provvedimenti che il Governo ha intenzione di adottare sono un vero e proprio paradosso perchè contemporaneamente fa la voce grossa contro i deboli e la voce debole contro i forti.
Infatti per fare i forti vogliono introdurre il reato di clandestinità (ingolfando inutilmente la macchina della giustizia salvo poi dare la colpa ai magistrati) e poi invece fanno i soliti leccaculo dei colletti bianchi cercando di vietare le intercettazioni o meglio permettendole soltanto per le indagini riguardanti la criminalità organizzata e il terrorismo (la corruzione e in genere i reati finanziari non sono socialmente pericolosi vero?)
La questione delle intercettazioni meriterebbe un' approfondita analisi ma in generale sembra abbastanza semplice trarre alcune considerazioni:

1) Per scoprire se un gruppo di persone delinque in modo organizzato, occorrono prima le indagini, e nel caso le intercettazioni, quindi nel momento in cui impediscono di farle, escludono inevitabilmente la possibilità di risalire all´organizzazione. Come si fa a sapere che ci si trova di fronte ad organizzazione criminale prima di fare le indagini per scoprire se è tale?
2) Con questo "colpo di spugna" appare chiaro che si vuole attaccare in modo abbastanza palese la magistratura (per l'ennesima volta) e i giornalisti che non si allineano alla linea del regime mediatico che hanno creato i "poteri forti".
3) Vogliono farci credere che la ratio di questo provvedimento è quella di dare un taglio alla spesa per la giustizia che a loro dire è troppo alta a causa delle intercettazioni. Ma perchè invece non vanno mai a vedere quanti soldi sono stati recuperati proprio grazie alle intecettazioni e quanti altri se ne potranno recuperare se il governo lottasse a tutto campo in quel settore dell'alta finanza dove invece tra "depenalizzazione di fatto" del falso in bilancio e riduzione dei termini di prescrizione per tutti i reati finanziari i collegamenti con coloro che fanno le leggi sono molto piu frequenti.
Se veramente vogliono ridurre la spesa inizino con l'abolire parte dell'inutile magistratura militare e col tagliare tutte le vere spese inutili dell'amministrazione pubblica (ci vorrebbe un lungo elenco) e non indebolire strumenti vitali che servono alla magistratura per poter lavorare.
4) Le intercettazioni sono "irrinunciabili" non solo nelle indagini su mafia e terrorismo, ma anche per colpire tutta una serie di reati: omicidi, sequestri di persona, riciclaggio, corruzione , criminalità economica, usura, estorsione e pedofilia ecc ecc.!!!!!

Forse tutto il lavaggio mediatico di questi anni, con tv e giornali (la maggior parte sono del presidente del consiglio ndr) che mettevano in bella mostra le cazzate che si dicevano tutti questi pseudovip da vallettopoli a minchiopoli, sa tanto di cavallo di troia per preparare la scusa giusta e nascondere altre vicende ossia quelle di vero pubblico interesse come le telefonate tra Berlusconi e Saccà o il "facci sognare" di D'Alemiana memoria...
Sicuramente, secondo noi, i 5 anni di carcere Berlusconi non li vuole dare al giornalista da quattro soldi che ci dice come si chiamano nell'intimo Ricucci e Anna Falchi o a quello che pubblica il messaggino del tronista di turno al Lele Mora della situazione.
PS: un nostro post di gennaio scorso sul costo delle intercettazioni (link)
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SEGNALAZIONI DALLA RETE sull'argomento:.
1] Sondaggio su Corriere.it sulla proposta di limitare le intercettazioni (link)
2] intervista al presidente del sindacato delle toghe (ANM) - (link)
3] Il sottosegretario Castelli (Lega) è in parte contrario (video)
4] Articolo dell'Avv. Tomanelli sulle intercettazioni (link al blog)
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APPUNTAMENTI.
- A Firenze stasera, 9 giugno 2008, incontro con F. Di Stefano, proprietario di Europa 7 (link)
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lunedì 7 aprile 2008

Pesce d'aprile del CdM per Europa7

Il 1° Aprile il Consiglio Dei Ministri (CdM), in piena zona cesarini, ha ben pensato di fare servire il classico scherzetto a tutti gli italiani onesti e con voglia di vedere, da questo pallido governo, qualcosa di utile a risvegliare l'informazione comatosa in cui versa ormai da troppo tempo il nostro Paese, la sorpresa è stata il fatto che la decisione presa non era invece uno scherzo: il caso Europa7 non è un problema urgente che deve essere risolto nell'immediato!!! Se il Ministro Bonino ci spiega quale criterio ha adottato per riconoscere come urgente o meno una sentenza della Corte di Giustizia europea forse riusciremo a sapere per quale assurdo motivo nel decreto emanato per dare attuazione alle sentenze della suddetta Corte manca proprio quella più importante relativa al caso Europa7... Rinfrescandoci un po' la memoria la Corte di Lussemburgo aveva bocciato il sistema italiano di assegnazione delle frequenze e aveva detto questo: «In Italia il piano nazionale di assegnazione per le frequenze non è mai stato attuato per ragioni essenzialmente normative, che hanno consentito agli occupanti di fatto delle frequenze di continuare le loro trasmissioni nonostante i diritti dei nuovi titolari di concessioni. Le leggi succedutesi, che hanno perpetuato un regime transitorio, hanno avuto l'effetto di non liberare le frequenze destinate ad essere assegnate ai titolari di concessioni in tecnica analogica e di impedire ad altri operatori di partecipare alla sperimentazione della televisione digitale». In poche parole, una Tv che dal 1999, ossia da ben nove anni, vince la concessione per trasmettere su una delle frequenze nazionali analogiche, non è considerata secondo il consiglio dei Ministri una priorità????? Aspetteremo allora con ansia che dia attuazione a questa sentenza il prossimo governo Berlusconi III??? che sarà, ovviamente, ben felice di mandare sul satellite l'abusiva Rete4. Oppure dobbiamo aspettarci che lo faccia il poco probabile governo Veltroni I? che tra l'altro sulla vicenda non ha aperto bocca (lo ha fatto solo il solito ed isolatissimo Di Pietro link), anche perché molti uomini che sono nel governo attuale potrebbero esserlo nel suo e se non vogliono muoversi prima non vedo perché lo debbano fare dopo... Perché nel caso in cui non venisse data attuazione a questa sentenza è bene ricordare che NOI, contribuenti italiani, dovremo PAGARE 300.000 euro al giorno da gennaio2008 (con effetto retroattivo dal 2006) di sanzione per continuare a vedere i bellissimi abusivi TG di Emilio Fede.
L'informazione e il pluralismo sono una priorità, se questo i nostri politicanti non lo capiscono sono solo il vecchio che avanza o il solito conflitto d'interessi che ritorna in auge più forte che mai!

Segnalazioni dalla rete:
- Botta e risposta tra Marco Travaglio e il Ministro Bonino sul fatto (link)
- Beppe Giulietti critica il governo per la decisione di NON URGENZA di Europa7 (link)

domenica 6 aprile 2008

Elettori ricordatevi dell'indulto...e di chi l'ha votato

Breve premessa: prima dell’indulto i detenuti nelle carceri italiane erano circa 61.000.
Il provvedimento di clemenza ha rimesso in libertà circa 27.000 detenuti ma a questo dato c’è da aggiungere che tutti quei processi attualmente in corso per reati commessi entro il 2 maggio 2006 si concluderanno, in caso di condanna, con la formula «pena interamente condonata», per i reati don pena inferiore ai tre anni, o con lo sconto comunque di tre anni sulla pena da scontare se è superiore (cosi, ad esempio, chi doveva scontare la pena in carcere avrà la possibilità di usufruire di misure alternative di sconto di pena quali per esempio la semilibertà).
Oggi nelle carceri italiane, a quasi 2 anni dal varo dell’indulto, ci sono 51 mila detenuti a fronte di una capienza di 43 mila posti.
A tal proposito il fu ministro Clemente tenne a precisare: “Figuriamoci cosa sarebbe accaduto senza il provvedimento dell’indulto: nelle carceri ci sarebbero stati 78 mila detenuti!”
Senza addentrarci nei dettagli del calcolo che ha portato Clemente a sparare tale cifra, l’ex guardasigilli ci dovrebbe comunque spiegare cosa diamine c’entra questo!
In Italia si delinque? Si. Per il delinquente è previsto il carcere? Si. E allora si costruiscano le carceri! No?!

Degli oltre 27 mila detenuti indultati, dopo un anno ne sono stati rimessi al fresco circa 8600. In termine tecnico si parla di "rientri" e tale enorme cifra è composta prevalentemente da coloro che hanno commesso altri reati e solo in piccola percentuale da coloro che sono stati nuovamente rinchiusi in esecuzione di altri processi pendenti.
Tenendo presente che in Italia solo il 30% circa degli autori di reato viene scoperto, il numero di individui recidivo post-indulto appare preoccupante. Non staremo qui a cercare di capire i motivi di tale insuccesso, ma certo è che a queste persone non è stato dato l’aiuto necessario a reinserirsi nella società, che poi dipende dai punti di vista: considerando l’attuale livello morale della società italiana qualcuno obbietterà che: “Anzi, si sono reinseriti perfettamente!”

L’elenco dei reati che la legge sull’indulto ha inglobato è talmente vasto che non si può riportare qui, ma sono visibili al link. Come potete vedere ci hanno ficcato dentro di tutto e il gitante verde Veltroni che tanto sbraita in questi giorni contro il voto di scambio farebbe bene a ricordare che anche i condannati per tale pratica illecita hanno beneficiato dell’amichevole pacca sulla spalla. Ma i reati condonati che più lasciano sgomenti sono quelli di natura amministrativa e fiscale. Sembrano inseriti apposta per togliere dagli impicci i soliti amici degli amici rimasti intrappolati nelle trame delle ragnatele di creatività finanziaria tessute da loro stessi. Sembrano…

Visto l’approssimarsi del 13-14 Aprile può essere d’aiuto ricordare chi si è opposto sia alla Camera che al Senato alla promulgazione di tale provvedimento.

Hanno votato contro:
l'Italia dei Valori (con l'eccezione di un deputato e l'astensione di un altro),
la Lega Nord,
Alleanza nazionale (con l'eccezione di sei senatori e di tre deputati),
si è astenuto il Partito dei Comunisti Italiani.

Ah un’ultima cosa: pensate che la giustizia italiana sia un pochino lenta e che ci sia bisogno di uno snellimento delle procedure? Sappiate che i processi attualmente in corso che finiranno con un nulla di fatto, perché già indultati sul nascere, potrebbero essere circa 15mila.

venerdì 14 marzo 2008

Clementina Forleo sotto bombardamento

Per decisione del Pg di Cassazione, il Gip di Milano Clementina Forleo dovrà essere giudicata da parte del consiglio disciplinare del CSM. Questo è solo l’ultimo colpo in ordine cronologico assestato a colei che si è permessa di provare a fare luce sulle scalate bancarie, cercando di individuare eventuali corresponsabilità politiche ad altissimo livello. Quest’ultimo provvedimento è stato adottato nei confronti della Forleo contestandole di aver “esorbitato dalle motivazioni del provvedimento”, cioè secondo il procuratore Laudi che assisterà la Forleo durante il processo, “avrebbe anticipato una sorta di valutazioni di responsabilità di parlamentari che non erano iscritti nel registro degli indagati”.

In poche parole accade questo: grazie alla indescrivibile legge sulle intercettazioni attualmente in vigore in Italia, la legge Boato del 2003, il Gip che vuole utilizzare le intercettazioni telefoniche per indagare sulle attività dei parlamentari, deve prima chiedere il permesso agli stessi parlamentari.
Al di là del fatto che già questo appare surreale, ci si domanda: con quale motivazione il GIP di turno, su incarico della procura, potrebbe mai inoltrare la richiesta di permesso, se non ipotizzasse una qualche correità dell’intercettato in questione?
“Chiedo l’autorizzazione ad usare a fini giudiziari le seguenti vostre intercettazioni perché mi state antipatici“ avrebbe forse fatto meglio a scrivere la Forleo! Oppure magari: “Sono sicura che voi non c’entrate niente, ma così, giusto perché stasera mi girano, vi posso iscrivere nel registro degli indagati usando queste vostre discussioni intercettate?”
Questo meccanismo tipo cane che si morde la coda è stato evidentemente studiato apposta proprio per far fronte a casi come questi, da parte dell’ormai intoccabile Olimpo parlamentare.
“Il giudice ha il diritto di esplicitare i motivi per i quali chiede l’utilizzazione delle intercettazioni dei parlamentari” Sono le parole dell’avvocato Claudia Bongiorno, che difende Clementina Forleo nell’ambito delle sue altre vicissitudini giudiziarie di Potenza e Brescia. A proposito di queste vicissitudini è opportuno ricordare che a Brescia si indaga sulle “pressioni da ambienti istituzionali” denunciate dalla Forleo mentre lavorava al caso Unipol-Bnl, invece a Potenza, la procura indaga su alcuni episodi molto inquietanti denunciati dalla Forleo.
In rigoroso ordine cronologico successe questo (il periodo è sempre quello delle indagini sulle scalate): il 5 maggio 2005 viene distrutta una villa di campagna dei genitori della Forleo, il 20 giugno 2005 viene incendiato l'intero raccolto di foraggio dell'azienda agricola di famiglia e il 21 luglio 2005 la Forleo riceve una lettera che dice: "Andrai dietro la bara dei tuoi genitori". In tutto questo periodo, i genitori della Forleo ricevono decine di telefonate anonime di minacce. Un mese dopo, Il 28 agosto 2005, I genitori di Clementina Forleo, Gaspare e Stella, muoiono in un incidente stradale.
E qui la Forleo mette in discussione l’inerzia delle investigazioni da parte del pm e del tenente dei carabinieri, che stando ad una tremenda audiocassetta, si sarebbero accordati per querelare la Forleo approfittando della presenza, per turno, del pm Negro anziché del pm Esposito. Per la cronaca, il pm Esposito, pochi giorni fa, si è salvato per miracolo da un grave incidente d’auto.
Al di là di tutte quelle che possono essere coincidenze o congetture sulle quali costruire agghiaccianti teorie cospirazioniste, resta il fatto che quelle intercettazioni a carico dei furbetti del quartierino che parlano con esponenti delle camere esistono e che la domanda per poterle utilizzare è stata inoltrata.
A questo punto la palla è in mano proprio a loro, i parlamentari, che si trovano in una sorta di limbo, sospesi a metà tra la possibilità di autorizzare masochisticamente la propria iscrizione al registro degli indagati, e la non meno imbarazzante ipotesi di negare l’autorizzazione suscitando legittimi sospetti…
Ma in questa fase la palla è stata provvidenzialmente presa in mano dal CSM che pare avere tutta l’intenzione di togliere dall’imbarazzo il parlamento, provando in tutti i modi a svuotare di efficacia la richiesta di permesso inoltrata dalla procura di Milano, rinviando a giudizio la Forleo.

mercoledì 5 marzo 2008

Il falso in bilancio

Nel diritto penale si ha l'estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo. Il nostro art. 157 c.p. prevede che il tempo necessario per la prescrizione varia a seconda della pena.
Questo è uno dei punti da cui bisogna partire per spiegare come mai i reati finanziari, come il famoso falso in bilancio, sono stati abrogati in modo sostanziale ma non in quello formale.

Spesso si sente il politico di turno affermare che il reato di falso in bilancio è ancora in vigore ma omette di spiegare quali sono le condizioni che sono state introdotte (nel 2002 dal governo Berlusconi) affinché si possa procedere per questa tipologia di reato e che fanno si che sostanzialmente è come se quest'ultimo non sia più in vigore.
Il reato di falso in bilancio si prescrive, secondo le norme del codice civile, in 4 anni (art. 2621 c.c.) e nel caso in cui cagioni un danno al socio o al creditore in 6 anni (art. 2622 c.c.).
Questo tipo di reato prima di queste modifiche si prescriveva in 15 anni!!!
Immaginatevi che, con la macchinosa situazione attuale dovuta alla lentezza dei processi in Italia, tra le indagini, richieste di rogatiorie internazionali ecc, se si dovesse arrivare in Appello è già un miracolo, infatti quasi sempre la prescrizione del reato interviene prima che il processo passi in giudicato. Secondo voi un amministratore non si fa prima due calcoli per decidere se gli conviene rischiare di falsare il bilancio?...per di più se tanto in carcere quasi sicuramente non ci andrà.
Una dubbia condizione di procedibilità introdotta (escluse le società quotate in borsa) che si deve verificare affinché si possa indagare per falso in bilancio è la querela da parte del socio; pensate che se quest'ultimo è il socio di minoranza è molto probabile che non venga mai a sapere dei bilanci gonfiati o truccati poichè probabilmente tutto si svolge a sua insaputa.
L'altro escamotage, che è stato introdotto con il Decr. Legislativo 61/2002, è quello della soglia di punibilità, infatti per essere punibile il falso in bilancio deve determinare una variazione del risultato economico di esercizio superiore al 5% o ci deve essere una variazione del patrimonio netto di superiore all'1%... figuratevi di quanto possono falsare il bilancio senza essere punite le società più "grosse"!!!
E inutile che il politico di turno in tv ci prenda per il culo dicendoci che il falso in bilancio non è stato depenalizzato perché, sebbene formalmente ancora è così, è evidente che, con le modifiche apportate nel 2002, le condizioni che fanno si che chi falsi i bilanci venga punito sono state ridotte all'osso... ossia sostanzialmente si può parlare di depenalizzazione.
Prendiamo come esempio la modifica di un altro reato: l'omicidio...
un giorno, con un decreto legislativo, si aggiungono delle condizioni che devono sussistere affinché si possa procedere per questo reato... quindi oltre aver ucciso, bisogna:
- che la vittima abbia superato i 32 anni
- che un familiare della vittima deve querelare il presunto omicida
- che il familiare querelante abbia la residenza all'estero
Se questo accadesse, forse qualcuno penserebbe che il capo del governo che ha introdotto queste modifiche è pazzo, e che assieme a qualche suo ministro, ha parecchi amici che sono stati accusati di omicidio...

P.s. Per approfondire l'argomento leggete il libro di B.Tinti Toghe Rotte

giovedì 10 gennaio 2008

Intercettazioni...fateci sognare!

° Paura delle intercettazioni?? basta dire che costano troppo! °

Argomento del giorno le intercettazioni. Ultimamente nei fatti di cronaca si sentono sempre di più notizie in cui vengono intercettati uomini politici di spicco, sia di destra che di centro che di sinistra, i quali parlano, senza vergognarsene, con qualche furbetto del quartiere che tenta scalate bancarie in modo alquanto poco chiaro, chi parla con toni amichevoli con l'indagato di turno, chi tenta di corrompere un responsabile fiction della Rai ecc.
La maggior parte delle volte questi politici vengono intercettati in modo incidentale, ossia quando il telefono dell'indagato viene messo sotto controllo capita casualmente che questi ultimi si mettano in contatto e parlino con il politico di turno... magari se i nostri onorevoli non ci parlassero non correrebbero rischi no?
A questo punto, a causa di una legge posta a garanzia dei parlamentari, che succede? il giudice deve chiedere al parlamento l'autorizzazione a poterle usare queste intercettazioni, anche se servono per costruire un mezzo di prova solo contro l'indagato. Questa richiesta di autorizzazione deve essere motivata e la motivazione deve essere ovviamente convincente affinché il parlamento stesso dia il via libera.
Per fare un esempio concreto basta guardare quello che è successo alla Forleo. Quest'ultima, infatti, dopo aver valutato i risultati delle indagini presentatele dal Pubblico Ministero e ritenendole rilevanti ha dovuto motivare la richiesta per poterle usare (essendo Lei il Giudice per le Indagini Preliminari, GIP) con la famosa motivazione che definiva i politici intercettati "complici di un disegno criminoso" ...in poche parole lei doveva motivare la richiesta e questo ha fatto, se poi la motivazione è così grave a maggior ragione l'autorizzazione gli deve essere concessa dal parlamento, sarà poi il normale decorso processuale (in cui per garanzia interverranno nell'iter altri Giudici diversi) a dire se questi non hanno fatto niente.

Invece subito dopo che ogni intercettazione in cui c'è in mezzo qualche politico viene pubblicata dai mezzi di stampa, (dipende poi dal potere del politico se hanno più o meno risalto) puntualmente avviene la trasformazione: i contenuti delle intercettazioni casualmente evaporano e parte l'attacco mediatico e politico contro il magistrato di turno per l'uso criminale che hanno fatto delle intercettazioni e alla fine la solita frase del cazzo "...non c'é niente di penalmente rilevante." A ruota si parla di violazione del diritto della privacy e della violazione del segreto istruttorio!!!!!!!!!!!!!
Quest'ultimo (che copriva l'intera fase istruttoria fino alla conclusione delle indagini preliminari) non esiste più dal 1989, quindi è una balla colossale per i non informati, perché una volta che queste sono state comunicate all'indagato e quindi una volta che lui ne è venuto a conoscenza, non c'è più il segreto delle indagini come dice l'art. 329 c.p.p.; è invece consentita la divulgazione di atti non più tutelati dal segreto investigativo come dice l'art. 114 c.p.p......mi spiegate come si può parlare ancora di segreto istruttorio?
Ma la cosa che fa più incazzare è questa storia del "non c'è niente di penalmente rilevante", innanzitutto se non c'è niente di rilevante per il diritto penale non sei tu politico e nemmeno gli uomini del tuo entourage, bensì la magistratura che lo dovrà verificare. In secondo luogo tu politico se un personaggio pubblico che mi rappresenti ed io cittadino ho il diritto di sapere se segui in modo interessato le scalate bancarie dei tuoi amici, se sei amico di chi è indagato per truffa nei confronti dell'UE, se chiami un responsabile Rai per chiederle di prendere a lavorare alcune puttanelle da spettacolo ecc ecc ecc...anche se non commetti reato!!!
Questo perché tu politico votato da noi sei non solo un personaggio pubblico e quindi, vista la visibilità che hai, non godi della stesso tipo di privacy di cui godo io comune cittadino ma sei anche e soprattutto un personaggio politico che gestisce gli interessi di tutti e che non si può permettere di frequentare bancari che rappresentano invece interessi privati; non si può permettere di essere amico di un presunto mafioso (immaginatevi se questo amico gli fonda pure il partito), non si può permettere di tentare di corrompere un'altra persona (potrebbe voler dire che lo fai per abitudine..), non si può permettere di sostenere il family day e poi andare a puttane, non si può permettere di votare la legge contro la droga e poi tirare di coca ai festini ecc ecc ecc !!! si potrebbe continuare con gli esempi purtroppo.....
Ricordatevi che termine Candidati deriva da Candidatus ossia il vestito della toga candida simbolo di trasparenza propria di chi, nella Roma antica, aspirava ad una carica politica.
Se siete chiari, trasparenti e senza niente da nascondere... perché avete così paura delle intercettazioni?

LE INTERCETTAZIONI COSTANO, MA QUANTO CI FANNO GUADAGNARE?

Quando parlano di tutti i soldi abnormemente spesi per le intercettazioni (altro argomento in voga tra politici e giullari di questi ultimi) gli stessi non si ricordano però di dire anche quanti se ne recuperano grazie all'uso di queste ultime!! Esempi recenti: 1) recuperati 10 milioni di euro dalla scalata all'Rcs di Ricucci ; 2) confiscati circa 94 milioni da Fiorani per il caso Antonveneta!!!

P.s. - Per i giornalisti: ...basta parlare di Sarkozy e Carla Bruni: è un rottura di coglioni !!!!!!

SEGNALAZIONI:
1) (Adnkronos) - Spunta a sorpresa per l'acquisizione de 'L'Unita'' il nome del patron di 'Europa 7' Francesco Di Stefano. A sorpresa, l'editore sarebbe entrato nelle ultime ore nella rosa dei candidati tra cui potrebbe avere la meglio sulla famiglia Angelucci, da qualche mese data per vicina all'acquisizione. Secondo alcune fonti Di Stefano sarebbe addirittura vicino alla chiusura dell'operazione.
2) Polemica su Grillo in quanto un giornalista de l'Espresso si ha visto rifiutare un'intervista dal comico perche' le domande non erano di suo gradimento...

giovedì 3 gennaio 2008

La prescrizione per i reati finanziari

Nel diritto penale si ha l'estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo. Il nostro art. 157 c.p. prevede che il tempo necessario per la prescrizione varia a seconda della pena.
Questo è uno dei punti da cui bisogna partire per spiegare come mai i reati finanziari, come il famoso falso in bilancio, sono stai abrogati in modo sostanziale ma non in quello formale.

Spesso si sentono politici che affermano che il reato di falso in bilancio è ancora in vigore ma non spiegano quali sono le condizioni che sono state introdotte affinché si possa procedere per questa tipologia di reato e che fanno si che sostanzialmente è come se non ci sia più.
Il reato di falso in bilancio si prescrive, secondo le norme del codice civile, in 4 anni (art. 2621 c.c.) e nel caso in cui cagioni un danno al socio o al creditore in 6 anni (art. 2622 c.c.).
Il reato di falso in bilancio prima di queste modifiche si prescriveva in 15 anni!!!
Immaginatevi che, con la lentezza dei processi in Italia, se si arriva in Appello è già tanto comunque quasi sempre la prescrizione interviene prima che il processo passi in giudicato. Secondo voi un amministratore non si fa prima due calcoli e decide se gli conviene rischiare falsare il bilancio?... tanto in carcere quasi sicuramente non ci andrà.
Una incredibile condizione di procedibilità (escluse le società quotate in borsa) affinché si possa indagare sul falso in bilancio è la querela da parte del socio pensate che se questo è il socio di minoranza è molto probabile che non venga mai a sapere del falso in bilancio.
L'altro escamotage che è stato introdotto con il Decr. Legislativo 61/2002, è quello della soglia di punibilità, infatti per essere punibile il falso in bilancio deve determinare una variazione del risultato economico di esercizio superiore al 5% o ci deve essere una variazione del patrimonio netto di superiore all'1%... figuratevi quanto di quanto possono falsare il bilancio senza essere puniti le società grosse!!!
E inutile che ci prendano per il culo dicendoci che il falso in bilancio non è stato penalizzato perché, sebbene formalmente è così, è evidente che le condizioni che fanno si che chi commette il falso in bilancio venga punito sono state ridotte all'osso... sostanzialmente si può parlare di depenalizzazione.
Prendiamo come esempio la modifica di un altro reato: l'omicidio...
un giorno, con un decreto legislativo, si aggiungono delle condizioni che devono sussistere affinché si possa essere accusati di questo reato... quindi oltre aver ucciso, bisogna:
-che la vittima abbia superato i 32 anni e che un familiare di quest'ultimo, che sia residente all'estero, deve querelare il presunto omicida.
Si penserebbe subito che il capo del governo è pazzo, e che assieme a qualche suo ministro, ha parecchi amici che sono stati accusati di omicidio...

P.s. Per approfondire l'argomento leggete il libro di B.Tonti Toghe Rotte