martedì 23 novembre 2010

Corrado Guzzanti, il genio.


Corrado Guzzanti a Vieni Via Con Me (22Nov2010)


Trascrizione delle battute:


Il Giornale replica a Saviano: la macchina del  fango non è quella che dici tu, è una macchina vera, l'abbiamo vista ad  Arcore, e si usa con una vasca e due lottatrici nude.
Anche Bossi telefona alla questura ma capiscono solo 'Mubarak'.
L'ira di Berlusconi contro Fini: 'Futuro e Libertà è un ossimoro!"... Scelga: o futuro per noi o libertà per loro.
Su alcuni manifesti del Pd compare Bersani con una foto in bianco e nero, ma il fotografo giura che la pellicola era a colori! 

Si chiede a Masi se pensa che sarebbe giusto privatizzare la Rai risponde: 'Un'altra volta?'
Il Pdl apre a una modifica della legge elettorale: se i cittadini  vorranno aggiungere a margine una preferenza, la scheda non sarà invalidata.
Rutelli va a un incontro con Fini e Casini. Gli danno l'indirizzo sbagliato.
Dubbi sulle elezioni regionali: tra le tante firme raccolte a sostegno della lista Formigoni compare quella di Michael Jackson. 

Nelle scuole italiane non c'è carta igienica, il ministro Gelmini prega le mamme di mandare i bambini a scuola già defecati.
Berlusconi corrompe dei senatori. 'Mi hanno detto che erano maggiorenni'.
Maroni vuole costringere le donne islamiche, per farsi riconoscere, a  togliere il velo. Berlusconi, per lo stesso motivo, le mutande.
Scenata del ministro Bondi in un museo: dei vandali hanno squarciato un quadro di Fontana. 

Torna Pannella con un nuovo digiuno... Ma ormai quando arriva la fine del mese la concorrenza è spietata.
Sulle emergenze il governo si confonde, butta i manifestanti abruzzesi  in una discarica e picchia a sangue i sacchi della mondezza. 

Berlusconi: "Scopo tutto il giorno, vi dà così fastidio se la sera lavoro un'oretta?"
Anche il ministro Brunetta indagato per gli scandali sessuali: rinvenuto lo sgabello. 
Fini ha compiuto la sua parabola: era fascista, è stato postfascista, ora tornando al futurismo, è pre-fascista.
Il Pd è il primo partito in Italia a usare le primarie e il primo partito al mondo che le perde.
Il Papa condona l'uso del preservativo per certi casi particolari: ci sono delle notti in cui fa veramente freddo...
Un preservativo condonato si chiama Condon
L'anomalia storica della Fiat, gli italiani da sempre gli pagano le macchine ma poi non le comprano.
La strategia di Tremonti per la crisi: prima risaniamo i conti e poi vediamo chi è rimasto vivo.
Il governo dei fatti: catturato il pusher.
Polemica contro la comunità europea: il ministro Gelmini propone di lasciare i crocefissi e togliere le scuole.
Università italiana. La Gelmini vuole aiutare la ricerca: 'Provate tutti a fare il percorso all'indietro'
La fuga dei cervelli all'estero: Gasparri si scorda il corpo qui.
Il governo di Berlusconi dà nuovi fondi alle scuole private cattoliche  in cambio ha un bonus per altri tre scandali e bestemmia libera fino al  2012...
Il Papa attacca i laici poi si scusa: avevo capito l'Ici!
Il Partito Democratico propone la sua legge elettorale: alla francese,  con sbarramento tedesco a due turni e supercazzola all'australiana come  fosse antàni.
La camorra contro Saviano: "La scorta ci impedisce un contraddittorio".
La Lega telefona alla 'ndrangheta: Ma ci cercavate per qualcosa? 
Calderoli è stufo delle polemiche e invade la Polonia.
Non abbiamo fatto la fine della Grecia, non abbiamo fatto la fine del  Portogallo e dell'Irlanda, speriamo di non fare la fine dell'Italia...




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lunedì 2 agosto 2010

Voi passerete, la rete resterà.


Guido Scorza sul comma ammazza-Blog



Questo manipolo di censurati ha solo due cose per la mente: un obiettivo ed una ossessione.

L’obiettivo, per niente celato, è quello di assicurare un’esistenza confortevole ai propri affiliati, all’uopo può essere d’aiuto il sollevarli, ex lege, ab lege, con tutto ciò che ne consegue e che ormai anche le pietre conoscono nonostante Menzognini e accoliti.

L’ossessione invece è la rete. La devono insabbiare. Letteralmente ammattiscono all’idea che qualcuno possa essere al corrente e addirittura far conoscere agli altri ciò che tramano e realizzano.

Diamine questi invasati sfornano proposte anti internet con una veemenza legiferativa che sconcerta il mondo intero Cina compresa. Un parziale ma paradigmatico elenco di bordate-porcate è consultabile qui da beppe. L’ultima vigliaccata, l’obbligo di rettifica entro 48 ore è solo l’ennesimo chiodo apposto alla bara preparata per sigillarci dentro il cadavere della democrazia.

Siamo in guerra ragazzi, questa è guerra dichiarata: la guerra non è solo violenza fisica, contatto corporeo o spargimento di sangue a seguito di conflitto a fuoco o arma da taglio. Dichiarazione ufficiale di guerra è anche la concreta minaccia della privazione della libertà d’espressione del proprio pensiero. Siamo stati chiamati a difenderci da questi assalti alla dignità, conquistata col sangue (questo si reale, rosso, fiottante) dei nostri predecessori che non si sono risparmiati nell’anima, nella mente e nel corpo mortale.

Per cosa lottiamo noi oggi, per cosa ci accapigliamo e ci stracciamo le vesti? Per la Nazionale di calcio? Per l’i-pad?

Malauguratamente siamo un paese che ha bisogno di eroi.

Sii un eroe: indignati, parla, scrivi, combatti.


SEGNALAZIONI DALLA RETE sull'argomento:.

1] dal blog di Byoblu (visita)
2] dal blog di Guido Scorza (leggi)
3] dal blog di Alessandro Gilioli (leggi)
4] petizione sul sito valigiablu.it (aderisci, leggi)
5]
il gruppo "SALVA i BLOG" su facebook (link)


lunedì 12 luglio 2010

Lettera per Silvio da un'italiana incazzata


By Nicky Maddalena Revelli

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venerdì 18 giugno 2010

La caccia al tesoro di Luttazzi


La video-inchiesta su Daniele Luttazzi

Replica ufficiale di Luttazzi: "il video in questione è diffamatorio.
Infatti non scopre nulla che io non abbia già detto da anni"

I monologhi e i libri di Luttazzi sono pieni di _ _ _ _ _ _ .
La parola inseritela voi al termine della visione del video e dopo esservi documentati sul tema, potete scegliere tra: “copiature” o “citazioni”.
Da anni Daniele Luttazzi porta avanti quella che lui chiama “la caccia al tesoro”, ovvero la disseminazione nei suoi spettacoli di citazioni di grandi comici e autori sia stranieri che italiani.
Luttazzi è un grandissimo studioso della satira e delle tecniche per far ridere e a giudicare dall’elenco lunghissimo di autori citati che lui stesso pubblica sul proprio blog (link) vengono da pensare due cose: uno che indubbiamente l’artista nostrano si dia un gran da fare per documentarsi e due che data la vastità del materiale, citazione su citazione una bella fetta del suo spettacolo è già scritto!

Sul suo blog si legge “Il campo di Luttazzi è minato. Occorre competenza per attraversarlo indenni.” Questa frase un po’ snob spacca in due il proprio pubblico : colloca da una parte “un circolo di eletti” , colti e appassionati di satira come lui che riconoscono la battuta come precedentemente scritta da un altro autore, mentre pone dall’altra il pubblico caciarone, naif, che ride ma ignora la principale sorgente ispiratrice di tale genialità.

Ecco che ascoltando o leggendo Luttazzi si può ridere consapevoli o meno di tale ricercatissima costruzione della presentazione. Una satira che talvolta può essere definita persino iperrealista, data la pressoché semplice ed impersonale traslazione in italiano di frasi o battute di autori stranieri.

Luttazzi spiega che è arrivato ad usare questo stratagemma in seguito al problema giudiziario rappresentato dal processo Tamaro che risale al 1995, sebbene alcuni eletti riconoscano citazioni risalenti a prima di questo periodo. Ciò che più lascia perplessi è l’enorme quantità di citazioni che Luttazzi adopera, un elenco esaustivo lo trovate a questo link.

D’ora in poi quando guarderete un suo spettacolo vi verrà sempre il dubbio: ma l’avrà scritta lui o starà citando? Per quanto ci riguarda, il dubbio ci sorgerà è vero, ma lascerà ben presto il posto alla risata, colta o naif che sia.

Guardate il video, fatevi due (nel senso di doppie) risate e inserite la parola nella prima frase.



SEGNALAZIONI DALLA RETE sull'argomento:.

1] il blog- inchiesta da cui é nato il video (visita)
2] Luttazzi giustifica la sua correttezza (articolo 1, 2, 3, 4, 5)
3] Intervista di Luttazzi a "IlFattoQuotidiano" (leggi)
4] Articolo de LaRepubblica (leggi)
5]
Articolo del CorSera (leggi)


venerdì 15 gennaio 2010

In arrivo due de-cretini contro la tecnologia.


video caricato da BYOBLU.com

Nel giro di poche ore sono uscite in rete due novità preoccupanti dal fronte governativo: una dal Ministero allo Sviluppo Economico e l'altra dal Ministero dei Beni Culturali, ma vediamo meglio di cosa si tratta.

1) DECRETO ROMANI (sulla trasmissione di contenuti audio-video).
Con questo provvedimento, oltre che danneggiare Sky per riduzione dei tempi pubblicitari, il Governo vuole sostanzialmente equiparare Internet alla classica TV: impone dunque l'obbligo per chiunque faccia web-tv di chiedere l’autorizzazione al ministero e di sottostare ad una montagna di altri obblighi burocratici.
L'aspetto più grave, come ben spiegato nel blog di Alessandro Giglioli, è il desiderio di controllo politico dell’informazione. Siccome sempre più cittadini tendono ad informarsi attraverso i contenuti di video e di testo che girano liquidamente dai blog ai social network, e tutto questo non è controllabile, bisogna disincentivare il più possibile la produzione e la circolazione di video indipendenti, sicché si impongono non solo registrazioni di testate, ma anche punizioni per eventuali violazioni di copyright e obblighi di rettifica.



Giulietti e Gentiloni spiegano il decreto


2) DECRETO BONDI (compenso per copia privata).
Il decreto firmato dal ministro Sandro Bondi aggiorna ed estende, a livelli inauditi in Europa, il cosiddetto "equo compenso": una somma che i produttori di beni tecnologici devono versare a Siae, a "compenso" della copia privata, cioè del fatto che l'utente può usare quelle tecnologie per fare una (legittima) copia personale di cd e film acquistati. Finora però l'equo compenso è gravato solo su supporti (cd, dvd) e su masterizzatori. Adesso viene esteso a tutti i prodotti dotati di memoria come hard disk, lettori multimediali portatili, chiavette usb e telefonini! Un bel colpo, per Siae: "Dall'equo compenso finora ha ricavato circa 70 milioni di euro. Dal 2010 passerà a circa 300 milioni, secondo stime di Confindustria e Assinform", dice Guido Scorza, avvocato tra i massimi esperti di copyright e hi-tech. Prevedibile che i produttori di hardware vorranno scaricare questa 'tassa' sui consumatori, almeno in parte, come del resto è avvenuto con Cd e Dvd. (fonte notizia).

Per avere qualche numero su questa "tassa" sulla tecnologia cliccate qui.

PS: lo dicevo io che Bondi è un comunista (video)



Servizio di Altroconsumo (ass. consumatori)


SEGNALAZIONI DALLA RETE sull'argomento:.

1] Comunicato del Ministero (link)
2] Articolo di Guido Scorza (blog)
3] La denuncia di Altroconsumo (link)
4] SIAE: l'equo compenso non è una tassa (leggi)

giovedì 3 dicembre 2009

Cantiere finanziara: aggiornamenti sui lavori



Nel cantiere finanziaria fervono i lavori...
Cercando di districarci tra grandi fratelli, trans-formers, video-tappi e quant’altro notiziumine di indubbia qualità e utilità, andiamo a caccia di info sulla prossima finanziaria, l’aggiornamento più interessante lo riporta l’ansa:

FINANZIARIA: STOP A 12 EMENDAMENTI. Primo stop per il governo in commissione Bilancio alla Camera sulla Finanziaria: 12 su 14 emendamenti del pacchetto a firma dell'Esecutivo rimangono impigliati nelle maglie dell'inammissibilità, fra questi vi è la norma che riguarda la questione prezzo dei farmaci e le quote di spettanza sul prezzo di vendita. A sopravvivere sono solo il finanziamento per il turn over dei Vigili del fuoco, le misure pro-Abruzzo, gli sgravi fiscali per le banche.
Saltano invece, almeno per il momento, i tagli ai consiglieri comunali e regionali ma anche al tetto degli stipendi per quelli regionali e la ripartizione delle risorse dello scudo fiscale.

poi ancora dal sito dire.it:
Tra gli emendamenti del governo alla Finanziaria bocciati dalla commissione Bilancio della Camera, oltre a quelli sul Codice delle autonomie e sulla ripartizione dei proventi derivanti dallo scudo fiscale, ci sono anche le zone franche urbane, le risorse per il turismo a valere sui fondi Fas, le disposizioni sulla privatizzazione della Tirrenia. Poi ci sono emendamenti considerati parzialmente inammissibili (vale a dire bocciati a metà): si tratta della norma sul dissesto idrogeologico (salvo lo stanziamento da 1 miliardo di euro, inammissibili le disposizioni sulla nomina di commissari e sui nuovi incarichi dirigenziali) Non passa il vaglio di ammissibilità della commissione Bilancio della Camera anche il 60% dei circa 2.400 emendamenti alla manovra presentati dai singoli parlamentari. Lo riferisce il relatore al Bilancio, Giuseppe Marinello.

sshh... non parlatene in giro...

giovedì 12 novembre 2009

I media stanno male: hanno l'influenza suina!


Puntata di Exit (La7) su influenza suina

Troppo e male si è già detto relativamente all’influenza causata dal ceppo virale H1N1. La dannosa disinformazione ha prodotto i suoi soliti frutti: confusione, annebbiamento mentale, paura e conseguente incapacità di prendere decisioni.
Evitiamo in questa sede approfondimenti scientifici relativi alle caratteristiche dei virus influenzali e concentriamoci sui freddi dati epidemiologici, soffermandoci successivamente su alcuni aspetti utili come spunto di riflessione.

Dati del Ministero Salute su Influenza A/H1N1. (Il punto della situazione al 15 novembre 2009):

1. Sono state vaccinate al 13 novembre circa 150.000 persone

2. Percentuale di vittime in rapporto al totale dei malati di nuova influenza A: 0,0033 %

3. Totale vittime correlate alla nuova influenza A: 53

4. Casi che necessitano di assistenza respiratoria: 167.


Il dato significativo è indicato al punto 2: la percentuale di mortalità è dello: 0,0033 % ed è questa la differenza più importante tra le due patologie, perché l’influenza stagionale manifesta una percentuale di vittime in rapporto agli ammalati nettamente SUPERIORE all’influenza A (pandemica). E’ un dato estremamente significativo questo, pensateci bene: l’influenza A non solo non è più “grave” della stagionale, non solo non è “uguale” ma è nettamente meno rischiosa in termini di mortalità. Già questo dovrebbe bastare per mettere a tacere definitivamente la schizofrenica telecronaca dei decessi giornalieri correlabili all’ H1N1. L’anno scorso in Italia sono decedute circa 8500 persone colpite dall’influenza stagionale, quindi considerando un periodo compreso tra ottobre e marzo significa che i telegiornali dell’epoca avrebbero potuto dare la notizia di circa 45 morti ogni giorno.
C’è bisogno di aggiungere altro? Si.
Purtroppo moriranno altre persone affette dal virus H1N1, lo sappiamo già, è del tutto inutile continuare ad elencare i nomi e la località geografica di appartenenza delle vittime. Ma perché nessuno parla delle vittime dell’influenza stagionale, che pure ci sono?
Perché forse ora l'interesse è concentrato a convincere, con il bombardamento mediatico, più persone possibili alla vaccinazione contro il nuovo virus? Il sospetto è legittimo. Sulla sicurezza della vaccinazione ci sono dei dubbi, confermati anche dalla bassa percentuale di medici che vi hanno aderito (cosa che, per la verità, succede spesso anche con il vaccino per l'influenza stagionale).

Il Governo mette a disposizione dosi di vaccino H1N1, oltre al personale sanitario e dei servizi essenziali, per le principali categorie a rischio (link):
- le donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza
- le persone di età compresa tra più di 6 mesi e i 17 anni con malattie croniche
- i bambini tra i 6 e i 24 mesi nati pretermine
- gli adulti di età inferiore ai 65 anni con malattie croniche
- personale sanitario e dei servizi essenziali

Lo Stato Italiano ha commissionato la fornitura del vaccino contro l'influenza pandemica alla multinazionale svizzera Novartis e il nome commerciale del prodotto è FOCETRIA (caratteristiche del vaccino).
Tralasciando i 'dubbi' espressi dalla Corte dei Conti su questo contratto di fornitura tra il Ministero e la multinazionale svizzera (news 1, news 2, delibera) vogliamo soffermarci sui dubbi sollevati relativamente a due componenti del vaccino, in particolare: lo squalene (presente nell'adiuvante (MF59C.1) e il Thiomersal (eccipiente, ma presente solo nel flaconcino multidose).
Per quanto riguarda entrambi questi composti troverete sia in rete che in letteratura numerosi riferimenti sia positivi che negativi. I dubbi sul Thiomersal, presente nel flaconcino multidose di Focetria in qualità di conservante, sono relativi al fatto che si tratta di una fonte di mercurio e come tale, potenzialmente tossica (LINK1 , LINK 2).
Per quanto riguarda lo Squalene invece, le perplessità sono dovute non alla sostanza in sè, già presente nell’organismo umano in quanto sintetizzata nell’ambito di alcune reazioni metaboliche, ma alla modalità di somministrazione la quale, secondo alcuni, provocherebbe l’attivazione della risposta immunitaria proprio nei confronti di tutto lo squalene circolante nel corpo umano, determinando quindi una risposta autoimmune.
Questa tesi non trova la conferma della maggior parte degli immunologi “ufficiali”, secondo i quali la somministrazione iniettiva di squalene avrebbe si un effetto irritativo transitorio provocante la chemiotassi leucocitaria (l’avvicinamento dei globuli bianchi al sito di inoculo -> da cui l’uso come adiuvante nel vaccino appunto) ma solamente nell’ambito di una risposta aspecifica e transitoria e non autoimmunitaria permanente. Lo squalene quindi ufficialmente si comporterebbe come un semplice “strillone” per attirare più cellule e più in fretta al sito di iniezione.
Anche l'OMS ribadisce che le preoccupazioni sull'ipotesi che lo squalene contenuto nei vaccini possa indurre anticorpi anti-squalene siano infondate (link).
Per i detrattori invece, tra cui molti medici e esperti, l’iniezione intramuscolare di squalene sarebbe alla base addirittura della Sindrome del Golfo (link 1, link 2) e di altre gravi patologie a carico prevalentemente del sistema nervoso.
Ricordiamo che l'uso dello Squalene nei vaccini non è stato ancora approvato negli Stati Uniti, infatti non é presente nella versione americana del vaccino contro l'influenza pandemica (link).

Spiace deludere se qualcuno ancora lo pensava ma appare evidente che la materia medica in tutte le sue varie branche non possa, perlomeno nel 2009, essere considerata una scienza esatta e le risposte dissonanti si moltiplicano anche attorno ad una domanda apparentemente banale come questa: iniettare dello squalene per via intramuscolare fa male o no?
In tutto questo la solita informazione ci fa la sua classica pessima figura pigiando il pedale dell’acceleratore sul sensazionalismo della conta dei morti piuttosto che porsi come punto di snodo ambiverso in modo tale da inoltrare i dubbi e le domande agli esperti e le risposte e le precisazioni ai profani, e non viceversa.





SEGNALAZIONI DALLA RETE sull'argomento:.

1] Tutti i dati ufficiali dal sito Ministero (link)
2] Rete Italiana Sorvegliana Influenza: influnet (sito)
3] Intervista a Wayne Madsen, giornalista investigativo: (LINK)
4] Intervista a Jane Burgermeister, giornalista austriaca che ha denunciato l'OMS e le Nazioni Unite in merito alla diffusione del virus H1N1 e al rilascio del relativo vaccino: (ASCOLTA)
5] Scenari (trasmissione tv) sull'affare influenza A : (GUARDA)
6] L'agenzia del Farmaco sugli effetti avversi del vaccino : (leggi)


mercoledì 21 ottobre 2009

Posti fissi e posti falsi.

L’inaspettata sortita di Giulio Tremonti ha colto in contropiede un po’ tutti, l’elogio del posto di lavoro fisso, da parte di un ministro dell’economia di area di centrodestra appoggiato dagli industriali, è un evento che va analizzato bene alla luce degli scenari attuali e di quelli che si profilano all’orizzonte.
La discesa in campo di Luca Cordero di Montezemolo con la sua fondazione Italia Futura, il rinnovato fermento all’interno del PD(?) , la continua ascesa del gradimento dell’IDV ed il tremendo malumore che sta montando nel mondo della scuola non hanno lasciato indifferente la compagine Berlusconiana, ben lungi dal voler ancora imboccare la via dello smobilitamento generale. Sebbene a tutti, in tutto il mondo, paia evidente che il Berlusconismo abbia già da un pezzo oltrepassato il giro di boa, non si affievolisce la potenza e la malignità delle manovre politiche ingegnate dall’attuale squadra esecutiva.
Quella volpe di Cordero sa bene che in Italia, al momento attuale non esista un altro personaggio che abbia il carisma e la capacità di coagulare attorno a sé lo stesso consenso di Silvio, che è tale da trascendere addirittura i suoi innumerevoli impicci giudiziari.
"Poniamoci una domanda molto semplice: come immaginiamo l'Italia tra 5 anni?" Vogliamo riflettere in piena libertà sul futuro che attende l'Italia di qui a 5 anni, quello che vedremo noi e quello che vivranno i nostri figli", Esordisce Luca e contiunua: 'L'Italia è un paese bloccato. Muoviamoci!'.
L’aver varato tale fondazione presentandola come una semplice fucina d’idee e non già un terzo polo politico lo pone, momentaneamente, al riparo da attacchi diretti ma ovviamente ciò non esclude che dagli altri fronti si comincino ad intraprendere le necessarie contromisure. Ed eccoti accontentato Luca: qualcuno inizia a muoversi.
In un periodo di gravi incertezze sul futuro e sul nostro orizzonte lavorativo, in questa lunga e drammatica fase di continua perdita del potere d’acquisto, delle garanzie sul lavoro (a tal proposito basta andare a studiare gli ultimi rinnovi contrattuali di ogni settore per scoprirne delle brutte un po’ ovunque), del valore della pensione e delle rendite sui risparmi, quale altro slogan poteva avere un impatto mediatico migliore di “noi siamo per il posto fisso”?
Probabilmente nessuno.
E questo è uno slogan dalla portata devastante poiché diretto precisamente ai giovani 25-45, ovvero la fascia di coloro che in questo momento rispondono a 2 importanti caratteristiche: 1 la sempre maggior crescente abitudine ad attingere le notizie via web bypassando i canali propagandistici e 2 un’altissima probabilità di essere o di andare incontro ad un impegno lavorativo di tipo precario.
Cosa hanno in comune questi 2 aspetti? E’ presto detto: la maggior parte di coloro che si informano via web ha da tempo capito che la deriva precarizzatrice non potrà essere assolutamente arginata da un esecutivo che scambia occhiolini di continuo con la confindustria, autentico generatore di insicurezza e serbatoio di continue subdole proposte di moderna schiavizzazione del dipendente. L’unica possibile speranza -parliamo sempre di speranza in questo paese, mai di alternativa concreta- sarebbe in un movimento politico più vicino al lavoratore dipendente, meglio apparentato con i sindacati e meno ostaggio del voto degli industriali duri e puri.
Con questa mossa Tremonti e Berlusconi si impongono come i promotori del posto fisso cercando di illuminare con un’illusorio fuoco d’artificio il buio della notte in cui versa il futuro dei giovani, sventolando un vessillo di speranza la cui reale applicazione equivarrebbe alla vincita al superenalotto nei sogni di chi oggi, laureato con 110 e lode lavora 4 ore al giorno senza garanzie, senza qualifiche, senza contributi, senza felicità.
Una sparata dall’effetto di una bomba, che ha scavalcato a sinistra il PD, che ha immediatamente somministrato la prima purga alla fondazione montezemoliana e che ha suscitato l’immediata reazione (vera? Credibile?) di Emma Marcegaglia la quale deve aver ricevuto nella notte non meno di un milione di telefonate che l’hanno costretta al duro comunicato di facciata, comunicato che, in realtà ha un duplice scopo: tranquillizzare quei pochi padroncini che ancora non hanno capito e che per 24 ore hanno sudato freddo, ma soprattutto per illudere il fesso popolino che: “Oh, ma se la Marcegaglia si è incacchiata, vuol dire che questi fanno sul serio! W il posto fisso, w Tremonti!”
Non ascoltare le sirene Ulisse, la tua Odissea continua, e ricordati che l’unico posto fisso è quello da onorevole.

mercoledì 14 ottobre 2009

I miglioristi. Questi sconosciuti

All'interno del PCI
nacque una corrente politica chiamata migliorismo. Nata con l'idea di contrastare il capitalismo con metodi meno conflittuali, rispetto all'impronta del classica e a volte anacronistica del PCI, questo movimento si avvicina ben presto alle aree più "moderate" della sinistra italiana ed in particolar modo al PSI di Bettino Craxi.

Questa corrente contrastò da subito la linea politica di Berlinguer contestandogli soprattutto la dura posizione ideologica del leader del PCI nei confronti della linea politica di certa classe dirigente che sfociò con la campagna sulla Questione morale, incentrata sulla moralità in politica e contraria specialmente al Psi e Bettino Craxi. I miglioristi dunque furono gli interlocutori privilegiati di Craxi, prima e dopo la sua azione di governo, e probabilmente Bettino stesso se ne servì per contrastare l'azione di Berlinguer all'interno del PCI.

I legami con i socialisti Craxiani possono spiegarci alcune cose:

Innanzitutto perché durante Tangentopoli la maggior parte degli esponenti miglioristi del PDS (essendoci stata la cd "svolta della bolognina" che nel 1991 trasformò appunto il PCI in PDS) prima criticarono la scelta di Achille Occhetto di appoggiare la magistratura che indagava sulle magagne e i grossi giri di tangenti all'interno della politica (già si parlava di giustizialisti) e soprattutto tra i maggiori esponenti del PDS milanesi ci furono indagati e condannati nell'ambito dell'inchiesta di "Mani Pulite" (link di approfondimento).

La corrente migliorista è stata guidata a metà degli anni '80 dall'attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, lo stesso che presiedette, nel 1995, l'improduttiva Commissione speciale per il riordino televisivo -link (Sulla questione del "baratto" tra PCI e Berlusconi vedi il nostro post precedente "il conflitto degli interessati").

Altro tassello importante, che lascia perlomeno dei grossi dubbi sul ruolo che ha avuto questa corrente migliorista nelle recente storia d'Italia fino ai giorni nostri, è il giornale Il Moderno. Questa appunto era la rivista del movimento ma sapete da chi era finanziata? Aprite bene gli occhi: da Silvio Berlusconi e da Salvatore Ligresti! link

Attualmente tra gli esponenti di "opposizione" ci sono dunque alcuni miglioristi o filo-miglioristi che hanno fatto strada e continuano ad occupare posti di potere, ed hanno sempre una visione pacata del concetto di opposizione nei confronti di Berlusconi. Oltre al Presidente Napolitano c'è infatti Piero Fassino, inoltre il giornale di Polito "Il Riformista" è considerato vicino a quest'area che a sua volta è molto vicino all'area D'Alemiana.

In fatto di liaison con l'area Berlusconiana é utile ricordare che furono miglioristi anche Sandro Bondi (proprio lui che ora odia i comunisti) e Lodovico Festa (che dirigeva il Moderno).

Se per 15 anni l'opposizione non ha fatto niente di concreto per contrastare questa deriva e anzi sembra quasi l'assicurazione sulla vita (politica) di Mister B. ci potrà essere qualche collegamento con questo movimento e con la sua evoluzione?




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martedì 13 ottobre 2009

INPS: Assegnazione di caselle di Posta Elettronica Certificata (PEC) ai cittadini



Pubblichiamo integralmente la comunicazione relativa all'introduzione della PEC da parte dell'INPS. Si tratta di una novità importante benchè le modalità di attuazione appaiano un pò troppo farraginose.


OGGETTO:
Assegnazione di caselle di Posta Elettronica Certificata (PEC) ai cittadini

Com’è noto, con la circolare n. 72 del 26 giugno 2009 “Disciplina degli strumenti di comunicazione con l’utenza”, è stata dettata una prima regolamentazione per l’utilizzo delle nuove tecnologie multicanale al fine di semplificare le modalità di interazione con l’utenza e promuovere l’uso della posta elettronica quale canale privilegiato di contatto fra i cittadini e le strutture periferiche dell’Istituto.
A tal fine, sono state istituite per le Direzioni Regionali, Provinciali, Subprovinciali e per le Agenzie, apposite caselle di posta elettronica standardizzate per processo/funzione, da utilizzarsi sempre, in sostituzione di quelle personali nei rapporti con l’utenza; unitamente a tali caselle di posta elettronica sono stati pubblicati sul sito internet dell’Istituto anche gli indirizzi di Posta Elettronica Certificata (di seguito PEC) delle strutture INPS, già attivati da marzo 2007.

La PEC è uno strumento che permette di dare ad un messaggio di posta elettronica lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ricevimento.
Grazie alla PEC l’interazione tra i cittadini, le istituzioni e le imprese diventa più agevole. Con il nuovo strumento:
· è l’informazione che si muove e raggiunge il cittadino, non viceversa
· la Pubblica Amministrazione ha il dovere di rispondere al cittadino in tempi certi, utilizzando a sua volta esclusivamente la PEC.

In attuazione del comma 5 dell'articolo 16-bis, del Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito in Legge 29 gennaio 2009, n. 2, in base al quale
· ai cittadini che ne fanno richiesta è attribuita una casella di posta elettronica certificata
· l'utilizzo della posta elettronica certificata avviene ai sensi degli articoli 6 e 48 del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005, con effetto equivalente, ove necessario, alla notificazione per mezzo della posta.
l’INPS, dando seguito al protocollo d’intesa stipulato in data 30/09/2009 con il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, provvede ad assegnare ai cittadini che ne faranno richiesta un indirizzo PEC.
Le modalità di richiesta/attivazione della casella PEC, da parte del Cittadino, sono specificate nel DPCM del 6 maggio 2009, ossia il cittadino può effettuare la richiesta on-line tramite il sito dell’INPS e dovrà successivamente recarsi in sede per il riconoscimento.
Il riconoscimento in sede verrà effettuato dagli stessi operatori che attualmente rilasciano il PIN (messaggio hermes n.ro 593 del 04/10/2001 della 0040 D.C.S.I.T.) e la procedura di richiesta/attivazione della casella PEC è presente all’interno della stessa utilizzata per il Rilascio del PIN.
I passi operativi cui bisognerà attenersi sono i seguenti:
· accesso alla intranet INPS (http://intranet.inps)
· nel menu Servizi, scegliere Gestione e assistenza sui servizi Internet
· nel riquadro “Gestione PIN per i servizi internet” attivare la procedura Assegnazione PIN per utenti Internet
· accedere alla nuova funzioneAttivazione casella PEC

La richiesta/attivazione della casella PEC è subordinata ad alcuni prerequisiti:
i. cittadino italiano e residente in Italia
ii. essere maggiorenne
iii. essere in possesso del Pin per l'accesso ai Servizi OnLine del Cittadino sul portale dell'Istituto
iv. riconoscimento "de visu" del cittadino da parte della struttura territoriale INPS, come previsto dal DPCM 6 maggio 2009

I flussi operativi cui dovrà attenersi il personale delle sedi, per la richiesta/attivazione della casella PEC sono i 4 sotto riportati e fanno riferimento, ove necessario, all’uso della funzione “Attivazione casella PEC” nella procedura sopra citata:

A) il Cittadino effettua la richiesta sul portale dell'INPS ed è stato già riconosciuto in sede all’atto del Rilascio del PIN.
La creazione della Casella PEC avviene automaticamente dopo la richiesta. In questo caso il flusso non coinvolge direttamente la sede INPS, in quanto il riconoscimento “de visu”, previsto dal DPCM 6 maggio 2009, è già stato effettuato all’atto del Rilascio del PIN per i servizi OnLine del portale INPS.

B) il Cittadino effettua la richiesta sul portale dell'INPS e si reca presso la sede INPS per il riconoscimento.
In questo caso il personale di sede dovrà operare nel seguente modo:
1. richiedere il modulo firmato, rilasciato dall'applicazione all'atto della richiesta; tale modulo potrà essere stato prestampato dal cittadino al completamento della richiesta on-line, ovvero l’operatore provvederà a stamparlo per conto del cittadino nel caso ne fosse sprovvisto;
2. ricercare e visualizzare tramite la procedura la richiesta effettuata onLine dal Cittadino, inserendo il codice fiscale, verificandolo con la tessera sanitaria in possesso del Cittadino, e con il codice richiesta presente sul modulo di cui al punto 1;
3. verificare che il documento di riconoscimento presentato dal Cittadino coincida con quello immesso all'atto dalla richiesta; se tale documento fosse scaduto e/o il Cittadino presenti un altro documento di riconoscimento valido, inserire gli estremi del nuovo documento di riconoscimento nella richiesta, sostituendo quelli già presenti;
4. effettuare fotocopia del tesserino del codice fiscale e del documento di riconoscimento, mettendoli agli atti insieme al modulo firmato di cui al punto 1;
5. eventualmente acquisire elettronicamente i documenti presentati e allegarli alla richiesta;
6. confermare l'attivazione della casella PEC, se soddisfatti i prerequisiti di cui sopra. Nota: non è necessario verificare il prerequisito iii. (il possesso del Pin), in quanto in questo caso il Cittadino è già in possesso del Pin, avendo effettuato la richiesta tramite i Servizi OnLine del Portale INPS.

C) il Cittadino si reca in sede per la contestuale richiesta e attivazione della casella PEC
In questo caso il personale di Sede dovrà operare nel seguente modo:
1. verificare, tramite i documenti di riconoscimento i prerequisiti i. e ii. precedenti;
2. verificare il possesso del Pin da parte del Cittadino.
Se in possesso del PIN
a. tramite l'applicazione, compilare la richiesta per conto del Cittadino;
b. stampare il modulo e farlo sottoscrivere al Cittadino;
c. eseguire i punti 2., 4., 5. e 6. del flusso precedente A).
Se NON in possesso
d. effettuare il Rilascio del PIN, tramite l'apposita procedura;
e. effettuare copia del tesserino del codice fiscale e del documento di riconoscimento, mettendoli agli atti;
f. compilare la domanda di richiesta della casella PEC seguendo il flusso sopra riportato “Se in possesso del PIN”, oppure invitare il Cittadino ad effettuare la richiesta tramite i Servizi OnLine del Portale INPS, informandolo che non dovrà recarsi presso una sede INPS per l'attivazione della casella PEC, in quanto questa verrà attivata automaticamente dopo la richiesta on-line, essendo già avvenuto il riconoscimento.

D) il Cittadino si reca in sede per la sola Richiesta del PIN
1. prospettare al Cittadino la possibilità di avere anche una casella PEC e le modalità di richiesta della medesima (si veda flusso C)).


A tale proposito è opportuno ricordare che, come già specificato nella citata Circolare n.72 del 26 maggio 2009, i responsabili delle strutture sono tenuti alla tempestiva lettura dei messaggi PEC ed in ogni caso a garantire giornalmente la presa visione di tali messaggi.

Il sistema PEC provvede comunque a notificare la ricezione del nuovo messaggio al Direttore della struttura e ai Responsabili dei Processi ogni 24 ore, fin quando lo stesso non sarà letto.

La notifica ai Responsabili dei Processi, in caso di mancata lettura da parte del Direttore entro le 24 ore, avverrà indipendentemente dal fatto che questi ultimi siano stati o meno delegati all'accesso alla casella PEC.

Infine, sempre allo scopo di consentire il monitoraggio e il presidio della suddetta casella, si ricorda che il messaggio di posta certificata viene automaticamente protocollato in entrata presso l’Area Omogenea Organizzativa di riferimento, con voce di titolario 800.020-Posta Elettronica Certificata, per cui si rende necessario monitorare giornalmente l'arrivo di documentazione tramite il protocollo informatico e/o GDP, nonché assegnare al messaggio la corretta voce di titolario e/o il referente/processo di competenza.

sabato 10 ottobre 2009

Consulenti e giudici ..ehm.. avvocati

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Che a 73 anni sia diventato ormai un generatore automatico di autoproclami ormai è palese e risaputo, ma ogni tanto, vista appunto l'età, anche la macchinetta autogenerante di minchiate che è in lui si inceppa e va in tilt.
Infatti il cocorito pescafoglietti tra gli innumerevoli pizzini delle "balle adatte ad ogni occasione" ne ha beccato uno dalla cassetta sbagliata, quella più polverosa, con scritto su "verità da non dire".
Risultato: quello che in gergo chiamiamo "lapsus freudiano". Infatti quell'uccellaccio del malaugurio comunista ha tirato fuori quel maledetto pizzino che recita "ho speso 200 milioni tra consulenti e GIUDICI".
Chissà magari ci potrebbe essere qualche collegamento con i soldi ricevuti dal giudice Metta via Previti (link) da un conto estero risalente a chissà chi? Qualche malalingua potrebbe addirittura collegare che il corruttore del già giudicato corrotto in primo grado David Mills (link), sia qualcuno che gli ha dato una lauta somma per testiminiare il falso?

Accortosi subito dell'errore, e sostituito il distratto cocorito giustizialista, ha provato subito a rifarsi dicendo che si riferiva agli avvocati. Da questa affermazione si desume subito che è tornato il raccontafrottole che conosciamo soprattutto perchè caro Silviuccio i tuoi avvocati da anni ormai siamo NOI a pagarli da anni con un lauto stipendio mensile.
Diamo a Cesare quel che è di Cesare (non Previti)...almeno ringraziaci





SEGNALAZIONI DALLA RETE sull'argomento:
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1] Il lapsus di Dell'Utri da Santoro nel 1999 (video)
2]
Servizio della Tv Francese sul Lodo Mondadori (video)
3] Mondadori, le tappe della vicenda giudiziaria
(leggi)
4]
Rodotà sul risarcimento di 750 milioni di euro alla CIR (video)

venerdì 18 settembre 2009

Coltan, la sabbia nera: quante vite costano i nostri telefoni cellulari?


Vi inoltriamo una mail che vi farà riflettere sul Coltran (vi chiederete cosa è e a cosa serve) leggete qua sotto:

Pensate ai vostri regali, pensate a quante volte dei genitori per far felici e rendere più moderni i loro figli gli hanno regalato telefoni cellulari e video giochi di ultima generazione.
Ma qualcuno si è mai fermato a pensare a quanto costa realmente quell’oggetto così normale oggi per noi? Non in termini di denaro, ma in termini di vite umane e distruzione.
Uno dei componenti fondamentali di tutti i nostri telefoni, video camere, video giochi è un conduttore chiamato Coltan.

Che cos’è il Coltan?

Molti pensano che molte guerre Africane siano la causa di conflitti tribali, ma non è così.
Quasi nessuno lo sa, ma questo minerale è la causa principale della guerra che dal 1998 ha ucciso più di 4 milioni di persone in Congo ed è oggi, uno dei componenti fondamentali dei nostri cellulari, un metallo più prezioso dei diamanti.
Il coltan è la combinazione tra COLOMIBTE e TANTALITE la percentuale di quest’ultima
appunto è quella che determina il prezzo del Coltan, dal Coltan si estrae la Tantalite, che è quello che serve nei nostri componenti tecnologici.
Il coltan ha l’aspetto di sabbia nera e rappresenta un elemento fondamentale in video camere, telefonini e in tutti gli apparecchi HI TEC (come la playstation) serve a ottimizzare il consumo della corrente elettrica nei chip di nuovissima generazione e rendono possibile un notevole risparmio energetico.
Ma come si lega il problema della guerra al coltan?
L’ 80 % del Coltan in circolazione si trova solo in Congo, alcune delle più grosse multinazionali sfruttano queste miniere ed i congolesi che vengono pagati 200 dollari al mese (la paga di un normale lavoratore in Congo è di 10 dollari al mese).
Questo scatena una vera e propria corsa alle miniere da parte dei guerriglieri che se ne vorrebbero impadronire, non solo dal Congo ma anche dalla vicina Uganda e Rwuanda.
Ma come è facile prevedere estrarre questo prezioso minerale ha i suoi effetti indesiderati, solo per i minatori ovviamente.
Il coltan contiene una parte di uranio, quindi è radioattivo, provoca tumori e impotenza sessuale, viene estratto dai minatori a mani nude…
Le miniere di Coltan hanno l’aspetto di grandi cave di pietra, il minerale si ottiene spaccando la roccia; spesso i guerriglieri del RDC (Rassemblement Congolaise pour la Democrazie) si divertono a terrorizzare i civili ed i minatori uccidendoli nelle miniere,tanto che racconta un ragazzo i lavoratori hanno dovuto scavare delle buche in cui ripararsi ogni volta che arrivano i ribelli.
Qualche anno fa in Italia la gente impazziva per trovare nei negozi la Playstation 2, diventata introvabile, il motivo fu proprio la carenza del Coltan di cui si era fermata l’estrazione per i problemi legati alla guerra.
I soldi che le multinazionali spendono per estrarre il Coltan come sempre non servono per alimentare la popolazione, costruire scuole o ospedali, tutt’altro, servono a finanziare la guerra, comprare Armi, dar da mangiare ai soldati.
Pochi sanno quali sono esattamente le società che comprano il Coltan, non è facile scoprirlo, perché ci sono decine di intermediari che passano dall’Europa, in particolare dal Belgio (si sospetta che anche l’ex compagnia aerea di bandiera belga la “Sabena” trasportasse illegalmente il minerale).
Ma i principali fautori di questo che sta diventando un genocidio sono Nokia, Eriksson e Sony,
non basta ma sotto c’è anche un mercato nero del coltan che viene rubato dai guerriglieri e poi rivenduto attraverso altri mediatori ugandesi, rwuandesi, e spesso europei ed americani.
Come detto precedentemente il prezzo del Coltan varia a seconda della percentuale di Tantalite, nel 1998 il Coltan costava 2 dollari al kg, oggi ne costa 100, ma questo mercato è estremamente instabile ,perché nel 2004 quando la richieste da parte dell’occidente erano tantissime arrivò a costare 600 dollari al kg.
Recentemente è stato scoperto un nuovo giacimento di Coltan, in Amazzonia, si comincerà a lavorare presto con le conseguenze che tutti possono prevedere, forse altre storie di ribellione degli Indios e morte.
Da piccolo mi venne insegnato che la risoluzione della guerra è sempre la PACE
, temo che in questo caso se nulla cambierà, la fine della guerra del Congo, si otterrà solo con la fine delle sue risorse minerarie,
e guerra e distruzione si concentreranno in un altro.....
.... meraviglioso posto…..da distruggere.

Angelo Calianno

Informazioni e foto : www.congo.it ; www.indicuis.it; www.unimondo.org; www.cellular-news.com

venerdì 11 settembre 2009

Vergogna: Rimossa la targa di Peppino Impastato



La cultura dell'intolleranza conquista ogni giorno terreno, nell'indifferenza pressochè assoluta dei mezzi di "informazione". Se la tv in Italia è stato il mezzo mediante il quale si è creato una sorta di unità, seppur fittizia, del Paese, ora in modo subdolo sta disintegrando il tessuto sociale esaltando modelli di riferimento che hanno come solo ed unico interesse quello di distogliere l'attenzione dalla realtà e di non dire cose sgradite alla classe dirigente trasversale.
E di oggi la notizia del sindaco leghista di Ponteranica e della sua brillante idea di rimuovere la targa che intitolava la bibblioteca del proprio paese a Peppino impastato un eroe italiano della lotta contro la mafia, per ovvii motivi al grande pubblico di massa sconiosciuto.
In uno Paese normale una persona al solo pensiero di voler cancellare la memoria di un eroe sarebbe stato preso a calci nel culo. Ma qua, si sa siamo in italia, tutto è lecito soprattutto se tende a fare esaltare chi si nutre di razzismo di intolleranza.
I modelli di riferimento per i giovani come Saviano sono costretti a fuggire all'estero sotto scorta, gli eroi come Peppino Impastato vengono sostituiti da stallieri alla Mangano...e poi ci meravigliamo se ne viene cancellata la memoria in una bibblioteca.
Ci uniamo virtualmente per affiggere la targa di Peppino Impastato nel Web... e ringraziamo gli amici che in nottata sono intervenuti per far capire al sindaco di Ponteranica che non tutti sono d'accordo con la sua decisione.

lunedì 20 luglio 2009

Il conflitto degli interessati

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Il raggiungimento dell’attuale potenza mediatica di Berlusconi è stato agevolato anche dall’appoggio politico, volontario e consenziente, dei “comunisti”.

Quello che potrebbe sembrare un controsenso o un errore concettuale è in realtà ciò che più comunemente viene chiamato baratto. Quando ancora Silvio non programmava di entrare in politica da protagonista, imbastiva floridi rapporti con gli attuali odiati sinistroidi al fine di favorire il successo del suo progetto televisivo.

La pietra miliare è collocata nel 1984: Craxi, con un decreto legge permette alle televisioni di Silvio Berlusconi di continuare la loro attività, aggirando il divieto per le tv locali di trasmettere a livello nazionale. Altro dato cruciale: in quello stesso anno Walter Veltroni è responsabile Comunicazioni di massa del PCI. Attenzione a questo passaggio: il PCI al momento dell’introduzione di tale decreto pro-Silvio si stracciò le vesti ma quando poco tempo dopo, nel febbraio 1985, ci fu la conversione in legge di tale decreto, il PCI garantì il numero legale rinunciando all’ostruzionismo nonostante la scadenza del decreto a poche ore dalla discussione parlamentare.

Perchè? Quale fu il motivo che ammansì a tal punto le posizioni dell’ala rossa? Il Baratto.

Quello che può essere definito lo stadio primordiale del conflitto di interessi era già in atto: le discussioni politiche circa le conseguenze e le opportunità che tale decreto prefigurava fecero venire l’acquolina in bocca al PCI che già pregustava il sapore della proprietà tematica di un canale televisivo a diffusione nazionale, il canale di Rai3.

Silvio fu lasciato libero di ammorbare l’etere con la sua ipnotica filosofia tutt’ora in imperioso e subdolo vigore mentre il PCI occupò la terza frequenza nazionale.

Da quel momento i rapporti tra Silvio e i delegati alle tematiche della comunicazione della sinistra diventarono fitti ed improntati al reciproco rispetto, ma tale rapporto e tale rispetto cominciarono fin da subito ad essere sbilanciati pericolosamente a vantaggio di fininvest.

Il delegato della sinistra era Veltroni e gli archivi testimoniano delle sue prese di posizione quando in favore, quando addirittura in ammirato elogio, di Berlusconi.

Nel 1988 comincia la discussione per il riordino dell’assetto televisivo che culminerà con la promulgazione della legge Mammì del 1990 e resta agli atti un’audizione alla Commissione cultura alla Camera durante la quale Veltroni si rivolge a Berlusconi in questi termini: «Intendo rivolgere a Berlusconi due complimenti sinceri, di stima. Il primo per la sua capacità di imprenditore che è riuscito a "inventare" un settore. Il secondo complimento va alla sua capacità di aver imposto, attraverso un alto grado di egemonia, i tempi della decisione politica in un settore così delicato come quello nel quale opera».

Segue immediatamente la promulgazione della legge Mammì ma il radioso percorso delle televisioni di Silvio continua ad essere facilitato da tutte le altre decisioni adottate praticamente da allora fino ad oggi, sia che al governo ci fosse la sinistra sia che al governo ci fosse, finalmente, a partire dal 1994, lui stesso. Ecco che il cosiddetto conflitto altro non è che un banchetto in cui gli interessati gozzovigliano e cianciano senza che ci si possa più raccapezzare tra chi sia a favore e chi contro (a favore di cosa? contro chi?).

In questo quadro nemmeno la vittoria dell’Ulivo del ‘96 preoccupa minimamente Berlusconi circa il futuro del suo impero mediatico e infatti le leggi Maccanico, i referendum del ‘95 e le più recenti sentenze politiche (in spregio di quelle giuridiche) sul caso Europa 7 gli danno pienamente ragione.

Anche quando Fininvest, a cavallo tra gli anni '90 e 2000, attraversa una grave crisi finanziaria D’Alema ne agevola il traghettamento in Borsa, che concederà ossigeno prezioso all’azienda del biscione, sotto gli occhi vigili dell’allora Presidente della Commissione speciale per il riordino del sistema radiotelevisivo, Giorgio Napolitano.

Ecco uno spunto molto interessante di un articolo di quegli anni, precisamente del 1994 di Repubblica in cui Fedele Confalonieri parla del possibile conflitto d’interessi.

(...) Negli uffici Fininvest si parla comunque sempre meno di "blind trust" (una "fondazione autonoma" cui affidare la gestione di Fininvest per evitare conflitti d'interesse) e di vendite di pezzi Fininvest, ma si guarda molto alla Borsa e si discute d'un possibile "garante esterno" della correttezza dei rapporti tra il Berlusconi presidente del Consiglio e il Berlusconi imprenditore. Cosa succederà davvero? Confalonieri fa il generico: "Noi manager Fininvest abbiamo il dovere di preservare e fare crescere questa società. Tra qualche anno, forse*, finita l'esperienza politica, Berlusconi tornerà a fare l'imprenditore. E dovrà ritrovare il suo gruppo, dovranno ritrovarlo in perfetta efficienza i suoi familiari..."(...) " (link di tutto l’articolo)

(*Peccato che quel “forse” pronunciato 15 anni fa da Confalonieri sia oggi diventato soltanto un “magari” da sospirare un po’ sconfortati)

L'odierna parte politica avversa a Silvio non è scevra da responsabilità storiche per ciò che concerne l'attuale situazione del conflitto d'interessi; come può dunque combatterlo chi ha contribuito a crearlo e chi, nei modi in cui spiega De Lucia, ne ha addirittura beneficiato ?

L’approfondito lavoro di De Lucia fa luce su questi rapporti interessati che hanno fatto la recente storia della comunicazione e della politica in Italia, rapporti interessati che di conflittuale, come si può notare, hanno ben poco.






SEGNALAZIONI DALLA RETE sull'argomento:
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1] Quando Berlusca finanziava i comunisti (video)
2]
Lo scandalo Europa7 (video)
3]
Violante confessa l'inciucio alla Camera (video)
4]
Alexander Stille su conflitto interessi (video)

domenica 19 luglio 2009

Strage di Stato... non solo di mafia


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"Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo.
"

Nel giorno della ricorrenza della strage di via D'Amelio pubblichiamo l'iniziativa di Salvatore Borsellino fratello di Paolo:

Sono passati quasi diciassette anni dalla strage di via D'Amelio a Palermo in cui furono uccisi Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina e Walter Eddie Cosina. Nonostante la magistratura e le forze dell'ordine abbiano individuato e perseguito numerosi mandanti ed esecutori della strage, rimangono pesanti zone d'ombra sulle entità esterne all'organizzazione criminale Cosa Nostra che con questa hanno deliberato e realizzato la strage stessa.

Per il 19 luglio di quest'anno, sarà una domenica, come 17 anni fa, insieme alle redazioni di www.19luglio1992.com e di ANTIMAFIADuemila e a tanti altri amici e compagni di lotta stiamo organizzando, al posto delle solite commemorazioni, una manifestazione popolare articolata in una serie di iniziative con lo scopo di chiedere che sia fatta giustizia e di sostenere tutti i Servitori dello Stato che nel corso di questi anni hanno sempre dato il meglio di se' affinche questo diritto di tutti noi fosse tradotto in fatti.
Vogliamo così quest'anno evitare che, come più volte è successo nel passato, delle persone che spesso indegnamente occupano le nostre Istituzioni arrivino in via D'Amelio a fingere cordoglio ed assicurarsi così che Paolo sia veramente morto. Vogliamo impedire che si celebrino riti di morte per chi, come Paolo Borsellino e i suoi ragazzi, sono oggi più vivi che mai.
Se lo faranno grideremo loro di andare a mettere le loro corone funebri sulla tomba di Mangano, è quello il "loro" eroe.
Spero che saremo in tanti, e tutti con una agenda rossa in mano per ricordare i misteri che ancora pesano su Via D'Amelio, i processi che vengono bloccati appena arrivano a toccare gli "intoccabili", i mandanti di quelle stragi.
Da Via D'Amelio, con quell'agenda in mano, andremo al Castello Utveggio, il posto dal quale una mano, che non era la mano di una mafioso ma di chi con la mafia ha stretto un patto scellerato, ha inviato il comando che ha fatto a pezzi Paolo e la sua scorta.
Vi chiedo di dedicare un giorno della nostra vita a Paolo e i suoi ragazzi che hanno sacrificato la loro vita per noi.
Sarà il giorno di inizio della nostra RESISTENZA,
Una RESISTENZA che sarà fatta di azioni e non solo di parole,
Una RESISTENZA che ci farà riappropriare del nostro paese e del nostro futuro


Salvatore Borsellino





SEGNALAZIONI DALLA RETE sull'argomento:
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1]
Paolo Borsellino sulla responsabilità politica (video)
2]
Nicola Mancino smentisce ogni accusa (video)
3]
Brusca: "Riina mi disse il nome del terminale politico della trattativa" (video)
4] Borsellino
che parla di Dell'Utri e Mangano (video)

martedì 14 luglio 2009

Il PD limited edition


Il Partito democratico è veramente democratico?
Dalla vicenda Grillo sembrerebbe più un partito a democraticità limitatà... un PD limited edition.
Tralasciando i cavilli autoburocratici del PD, le varie residenze, i giorni esatti a partire dalla seconda settimana di ovulazione del 4 comma dell'articolo soppresso ma reintegrato all'occorrenza, le commissioni e i comitati, ecc ecc... qua la vicenda appare molto chiara e piuttosto patetica:
C'è un personaggio molto conosciuto e molto seguito in rete che spiazza tutti e che decide di fare politica passando dalla protesta esterna all'interno del sistema candidandosi alle segreteria del maggior partito d'opposizione e presentando un suo progetto politico (tra l'altro per ora l'unico presentato): Il Parlamento pulito, la legge sul conflitto d'interessi, l'acqua pubblica, il no al nucleare e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, il massimo di due legislature per i parlamentari, wi-fi gratuito, l'informazione libera, con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico.
In un paese normale sarebbe ben accetto ma in Italia la nomenclatura del partito democratico (o a democraticità limitatà), anziché valutare la possibilità di crescita numerica e l'innovazione che i progetti presentati da Grillo potrebbero portare al partito cosa fa? Fa scudo terrorizzata tentando in tutti i modi di non farlo iscrivere e di denigrarlo senza neanche prendere in considerazione quello che dovrebbe interessargli, ossia il progetto ed eventualmente criticare quest'ultimo nel merito.

Sono obbligatorie alcune riflessioni:
Se la candidatura di Grillo è ridicola perchè i politicanti del Pd non l'hanno accettata? prenderebbero due piccioni con una fava... eliminerebbero il "problema" Grillo (che ha sempre criticato aspramente questi vertici e, su di LORO si, ha "sputato veleno" come dice la Melandri) e acquisterebbero più consenso in quanto vincitori sul "populismo grilliano".

Se il partito è aperto a tutti quelli che vogliono iscriversi e gli elettori del partito stesso decidono chi e come dovrà rappresentarli... cosa è questa commissione di garanzia che decide l'idoneità o meno di un iscritto al partito ed in base a che cosa decide? dove sta la democraticità di un partito se i vertici filtrano i possibili concorrenti? con questi metodi autoreferenziali persino nel partito democratico statunitense Obama sarebbe stato fatto fuori dalle lobbies interne...

Questa commissione di garanzia (garanzia della casta?????) ha obiettato che chi si candida alla guida del PD deve condividere le idee e i progetti del partito...ma quali sono le idee se non quelle che dettano gli elettori che si vedono rappresentati in quel partito e che lo votano? e quali sono i progetti se non quelli che l'eventuale candidato presenta agli elettori che hanno appunto il potere di approvarli o meno con la preferenza?
Non penso che se si candidassero, per esempio, un Sandro Bondi o un Umberto Bossi alla guida del PD avrebbero grosse possibilità di essere eletti segretari, perché gli elettori delle primarie semplicemente non li voterebbero... perché con Grillo invece sono sorti questi problemi?

E palese buona parte dei vertici del PD fanno parte di quella casta autoreferenziale trasversale che prende da sempre le decisioni e che si spartisce i ruoli all'interno della stessa. Hanno bisogno del consenso degli elettori solo in campagna elettorale e quando si devono mettere in gioco contro uno che infrange i loro schemini preconfezionati vanno in panico e mettono in pratica quel filtro (la LORO garanzia) che rappresenta il limite alla vera democraticità del partito stesso.

Se i dirigenti del PD andassero nelle piazze e fra la gente comune capirebbero perché i consensi sono in caduta libera e perché ci sono sempre più ex elettori PDini che, proprio a causa di quella classe dirigente, "si riconoscono e si ispirano ad un movimento politico ostile".
Questo è un PD limited edition destinato a dissolversi in poco tempo. Gli elettori stessi del PD sono il più pericoloso nemico dei dirigenti del PD... e se uno teme il giudizio dei propri elettori è destinato politicamente a morte certa.


domenica 12 luglio 2009

Beppe Grillo è il quarto candidato alla segreteria del PD


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La notizia della candidatura di Beppe Grillo alla segreteria del Pd è di quelle che lasciano alquanto sorpresi... ci saranno a breve approfondimenti sulla vicenda.
Indiscutibilmente questa decisione, in un periodo di profonda crisi etica e morale dei partiti, di continuo mancato rinnovamento delle classi dirigenti, è una bomba politica di entità spropositate per l'intero sistema della "casta".
Tralasciando, per il momento, l'ipotesi che la sua potrebbe essere una boutade provocatoria sarà divertente vedere le reazioni dei vertici autoreferenziali del Pd che faranno scudo, questa volta uniti veramente, per proteggersi da "intrusioni esterne" che potrebbero rovinare i vecchi schemi consolidati e aprire scenari nuovi.
Sarà interessante vedere la reazione dei media tradizionali che sicuramente faranno a gara a chi di piu ridicolizza la scelta di Beppe.
Intanto possiamo dire che il programma annunciato da Beppe sarà quello dei Comuni a Cinque Stelle a livello nazionale, la restituzione della dignità alla Repubblica con l'applicazione delle leggi popolari di Parlamento Pulito e un'informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico.
Per ora l'unica cosa certa è che l'opinione di chi non vota Pd perché odia la classe dirigente è molto diffusa nel paese.... ne vedremo sicuramente (speriamo!) delle belle...
Stay tuned.....




SEGNALAZIONI DALLA RETE sull'argomento:
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1] Intervista a Beppe Grillo su Corriere.tv : (ascolta)
2] L'opinione di Daniele Martinelli (leggi)
3] L'opinione di Di Pietro (leggi)
4] Sondaggio sull'espresso: vota il segretario del PD (vota)