martedì 14 luglio 2009

Il PD limited edition


Il Partito democratico è veramente democratico?
Dalla vicenda Grillo sembrerebbe più un partito a democraticità limitatà... un PD limited edition.
Tralasciando i cavilli autoburocratici del PD, le varie residenze, i giorni esatti a partire dalla seconda settimana di ovulazione del 4 comma dell'articolo soppresso ma reintegrato all'occorrenza, le commissioni e i comitati, ecc ecc... qua la vicenda appare molto chiara e piuttosto patetica:
C'è un personaggio molto conosciuto e molto seguito in rete che spiazza tutti e che decide di fare politica passando dalla protesta esterna all'interno del sistema candidandosi alle segreteria del maggior partito d'opposizione e presentando un suo progetto politico (tra l'altro per ora l'unico presentato): Il Parlamento pulito, la legge sul conflitto d'interessi, l'acqua pubblica, il no al nucleare e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, il massimo di due legislature per i parlamentari, wi-fi gratuito, l'informazione libera, con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico.
In un paese normale sarebbe ben accetto ma in Italia la nomenclatura del partito democratico (o a democraticità limitatà), anziché valutare la possibilità di crescita numerica e l'innovazione che i progetti presentati da Grillo potrebbero portare al partito cosa fa? Fa scudo terrorizzata tentando in tutti i modi di non farlo iscrivere e di denigrarlo senza neanche prendere in considerazione quello che dovrebbe interessargli, ossia il progetto ed eventualmente criticare quest'ultimo nel merito.

Sono obbligatorie alcune riflessioni:
Se la candidatura di Grillo è ridicola perchè i politicanti del Pd non l'hanno accettata? prenderebbero due piccioni con una fava... eliminerebbero il "problema" Grillo (che ha sempre criticato aspramente questi vertici e, su di LORO si, ha "sputato veleno" come dice la Melandri) e acquisterebbero più consenso in quanto vincitori sul "populismo grilliano".

Se il partito è aperto a tutti quelli che vogliono iscriversi e gli elettori del partito stesso decidono chi e come dovrà rappresentarli... cosa è questa commissione di garanzia che decide l'idoneità o meno di un iscritto al partito ed in base a che cosa decide? dove sta la democraticità di un partito se i vertici filtrano i possibili concorrenti? con questi metodi autoreferenziali persino nel partito democratico statunitense Obama sarebbe stato fatto fuori dalle lobbies interne...

Questa commissione di garanzia (garanzia della casta?????) ha obiettato che chi si candida alla guida del PD deve condividere le idee e i progetti del partito...ma quali sono le idee se non quelle che dettano gli elettori che si vedono rappresentati in quel partito e che lo votano? e quali sono i progetti se non quelli che l'eventuale candidato presenta agli elettori che hanno appunto il potere di approvarli o meno con la preferenza?
Non penso che se si candidassero, per esempio, un Sandro Bondi o un Umberto Bossi alla guida del PD avrebbero grosse possibilità di essere eletti segretari, perché gli elettori delle primarie semplicemente non li voterebbero... perché con Grillo invece sono sorti questi problemi?

E palese buona parte dei vertici del PD fanno parte di quella casta autoreferenziale trasversale che prende da sempre le decisioni e che si spartisce i ruoli all'interno della stessa. Hanno bisogno del consenso degli elettori solo in campagna elettorale e quando si devono mettere in gioco contro uno che infrange i loro schemini preconfezionati vanno in panico e mettono in pratica quel filtro (la LORO garanzia) che rappresenta il limite alla vera democraticità del partito stesso.

Se i dirigenti del PD andassero nelle piazze e fra la gente comune capirebbero perché i consensi sono in caduta libera e perché ci sono sempre più ex elettori PDini che, proprio a causa di quella classe dirigente, "si riconoscono e si ispirano ad un movimento politico ostile".
Questo è un PD limited edition destinato a dissolversi in poco tempo. Gli elettori stessi del PD sono il più pericoloso nemico dei dirigenti del PD... e se uno teme il giudizio dei propri elettori è destinato politicamente a morte certa.


3 commenti:

Tommaso ha detto...

Davvero ottime riflessioni.
Sono contento che siate entrati nella mia lista di blog seguiti quotidianamente!

Generazione V ha detto...

Grazie mille Tommaso ;-)

gisa ha detto...

Post strepitoso!
Avrei preferito che Grillo investisse il suo oceanico carisma mediatico per sponsorizzare Marino (che ha rifilato bordate poderose al clan dei parrucconi), ma a questo punto l'unica speranza è che il comico genovese riesca in quell'impresa purtroppo fallita dai girotondini. In fondo, il suo obiettivo di scardinare una dirigenza incarnata dai Violante e dagli Opus Dei baffuti era stato già impugnato da Nannuzzo Moretti.
http://www.youtube.com/watch?v=hsYRccl4bFI