giovedì 3 luglio 2008

Il potere della dittatura mediatica...

Caselli parla di Falcone e Caponnetto

La storia si ripete: la dittatura ha bisogno dei mezzi di informazione per avere consenso e lui, il Nano, è ormai assodato che ce li abbia...
Se si hanno i mezzi giusti, con la censura e la denigrazione di tutti gli oppositori scomodi, non c'é più bisogno di fare fuori nessuno, si ottiene lo stesso effetto senza dare nell'occhio... una censura velata e molto più efficace perchè invisibile alla massa che continua ad informarsi con i tradizionali mass media.
La storia delle toghe rosse è vecchia come il parrucchino di chi l'ha inventata, l'esempio di questo slogan per le scimmiette che applaudono il loro capobranco è applicabile a qualsiasi giudice che ha indagato il nano o il potere che dietro a lui si cela.
La vicenda di Gian Carlo Caselli è l'emblema di come nasce questo slogan e di come sia efficace per indottrinare i fans di bellachioma...
Il magistrato in questione innanzitutto prima di essere nominato a capo della procura di Palermo divenne celebre per aver capito ed individuato il metodo per combattere le Brigate Rosse. Infatti proprio per queste vicende venne spesso etichettato "fascista"... in seguito, dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio andò a Palermo dove rimase fino al 1999 e là continuò il lavoro, iniziato da Caponnetto, Falcone e Borsellino, di sbrogliare la matassa intrecciata mafia-politica. Stavolta venne accusato di essere "comunista".
Come racconta bene nel suo libro "Un magistrato fuori legge" gli è stata confezionata una legge apposita contra personam affinchè non potesse essere nominato Procuratore nazionale antimafia... ci sono fior fior di giornalisti e politici leccaculo che lo hanno sempre denigrato e continuano a farlo nonostante la maggior parte di loro siano stati condannati per diffamazione...
Gli stessi attacchi e le stesse diffamanti accuse le hanno ricevute i magistrati del pool di mani pulite da Davigo a Di Pietro e Colombo ecc. ...toghe rosse anche loro quando indagano sui ladri col colletto bianco che si intascavano tangenti a tutto andare.
Utimamente lo stesso è successo per le note vicende di De Magistris e Forleo...
L'equazione è sempre la stessa: se indaghi un politico, il potere che si nasconde dietro, le sue collusioni con le associazioni mafiose, il magistrato diventa automaticamente scomodo e viene fatto oggetto di denigrazione da parte di tutti i cani sciolti al servizio del regime... la legge è uguale per tutti??????
Il gioco è semplice da smascherare ma il risultato è sempre lo stesso e diametralmente opposto: la gente non capisce piu niente e parla per partito preso senza sapere le cose...
Se ci fosse vera informazione tutto sarebbe diverso ma chi è stato a lezione da Licio Gelli tutto questo l'ha capito prima di tutti...

2 commenti:

giorgia ha detto...

ce ne fossero di magistrati con le palle come Caselli ecc ecc...

Anonimo ha detto...

La cosa che fa più rabbia è che la gente oggi se la prende con la magistratura e non con questa classe politica del cavolo che ci ritroviamo...sembra quasi che se non ci fosse la magistratura l'italia sarebbe un paese migliore...per carità non che la magistratura sia perfetta, ma personalmente ora come ora è il potere dello stato in cui ho più fiducia (viste anche i recenti atteggiamenti di napolitano)