sabato 10 ottobre 2009

Consulenti e giudici ..ehm.. avvocati

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Che a 73 anni sia diventato ormai un generatore automatico di autoproclami ormai è palese e risaputo, ma ogni tanto, vista appunto l'età, anche la macchinetta autogenerante di minchiate che è in lui si inceppa e va in tilt.
Infatti il cocorito pescafoglietti tra gli innumerevoli pizzini delle "balle adatte ad ogni occasione" ne ha beccato uno dalla cassetta sbagliata, quella più polverosa, con scritto su "verità da non dire".
Risultato: quello che in gergo chiamiamo "lapsus freudiano". Infatti quell'uccellaccio del malaugurio comunista ha tirato fuori quel maledetto pizzino che recita "ho speso 200 milioni tra consulenti e GIUDICI".
Chissà magari ci potrebbe essere qualche collegamento con i soldi ricevuti dal giudice Metta via Previti (link) da un conto estero risalente a chissà chi? Qualche malalingua potrebbe addirittura collegare che il corruttore del già giudicato corrotto in primo grado David Mills (link), sia qualcuno che gli ha dato una lauta somma per testiminiare il falso?

Accortosi subito dell'errore, e sostituito il distratto cocorito giustizialista, ha provato subito a rifarsi dicendo che si riferiva agli avvocati. Da questa affermazione si desume subito che è tornato il raccontafrottole che conosciamo soprattutto perchè caro Silviuccio i tuoi avvocati da anni ormai siamo NOI a pagarli da anni con un lauto stipendio mensile.
Diamo a Cesare quel che è di Cesare (non Previti)...almeno ringraziaci





SEGNALAZIONI DALLA RETE sull'argomento:
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1] Il lapsus di Dell'Utri da Santoro nel 1999 (video)
2]
Servizio della Tv Francese sul Lodo Mondadori (video)
3] Mondadori, le tappe della vicenda giudiziaria
(leggi)
4]
Rodotà sul risarcimento di 750 milioni di euro alla CIR (video)

venerdì 18 settembre 2009

Coltan, la sabbia nera: quante vite costano i nostri telefoni cellulari?


Vi inoltriamo una mail che vi farà riflettere sul Coltran (vi chiederete cosa è e a cosa serve) leggete qua sotto:

Pensate ai vostri regali, pensate a quante volte dei genitori per far felici e rendere più moderni i loro figli gli hanno regalato telefoni cellulari e video giochi di ultima generazione.
Ma qualcuno si è mai fermato a pensare a quanto costa realmente quell’oggetto così normale oggi per noi? Non in termini di denaro, ma in termini di vite umane e distruzione.
Uno dei componenti fondamentali di tutti i nostri telefoni, video camere, video giochi è un conduttore chiamato Coltan.

Che cos’è il Coltan?

Molti pensano che molte guerre Africane siano la causa di conflitti tribali, ma non è così.
Quasi nessuno lo sa, ma questo minerale è la causa principale della guerra che dal 1998 ha ucciso più di 4 milioni di persone in Congo ed è oggi, uno dei componenti fondamentali dei nostri cellulari, un metallo più prezioso dei diamanti.
Il coltan è la combinazione tra COLOMIBTE e TANTALITE la percentuale di quest’ultima
appunto è quella che determina il prezzo del Coltan, dal Coltan si estrae la Tantalite, che è quello che serve nei nostri componenti tecnologici.
Il coltan ha l’aspetto di sabbia nera e rappresenta un elemento fondamentale in video camere, telefonini e in tutti gli apparecchi HI TEC (come la playstation) serve a ottimizzare il consumo della corrente elettrica nei chip di nuovissima generazione e rendono possibile un notevole risparmio energetico.
Ma come si lega il problema della guerra al coltan?
L’ 80 % del Coltan in circolazione si trova solo in Congo, alcune delle più grosse multinazionali sfruttano queste miniere ed i congolesi che vengono pagati 200 dollari al mese (la paga di un normale lavoratore in Congo è di 10 dollari al mese).
Questo scatena una vera e propria corsa alle miniere da parte dei guerriglieri che se ne vorrebbero impadronire, non solo dal Congo ma anche dalla vicina Uganda e Rwuanda.
Ma come è facile prevedere estrarre questo prezioso minerale ha i suoi effetti indesiderati, solo per i minatori ovviamente.
Il coltan contiene una parte di uranio, quindi è radioattivo, provoca tumori e impotenza sessuale, viene estratto dai minatori a mani nude…
Le miniere di Coltan hanno l’aspetto di grandi cave di pietra, il minerale si ottiene spaccando la roccia; spesso i guerriglieri del RDC (Rassemblement Congolaise pour la Democrazie) si divertono a terrorizzare i civili ed i minatori uccidendoli nelle miniere,tanto che racconta un ragazzo i lavoratori hanno dovuto scavare delle buche in cui ripararsi ogni volta che arrivano i ribelli.
Qualche anno fa in Italia la gente impazziva per trovare nei negozi la Playstation 2, diventata introvabile, il motivo fu proprio la carenza del Coltan di cui si era fermata l’estrazione per i problemi legati alla guerra.
I soldi che le multinazionali spendono per estrarre il Coltan come sempre non servono per alimentare la popolazione, costruire scuole o ospedali, tutt’altro, servono a finanziare la guerra, comprare Armi, dar da mangiare ai soldati.
Pochi sanno quali sono esattamente le società che comprano il Coltan, non è facile scoprirlo, perché ci sono decine di intermediari che passano dall’Europa, in particolare dal Belgio (si sospetta che anche l’ex compagnia aerea di bandiera belga la “Sabena” trasportasse illegalmente il minerale).
Ma i principali fautori di questo che sta diventando un genocidio sono Nokia, Eriksson e Sony,
non basta ma sotto c’è anche un mercato nero del coltan che viene rubato dai guerriglieri e poi rivenduto attraverso altri mediatori ugandesi, rwuandesi, e spesso europei ed americani.
Come detto precedentemente il prezzo del Coltan varia a seconda della percentuale di Tantalite, nel 1998 il Coltan costava 2 dollari al kg, oggi ne costa 100, ma questo mercato è estremamente instabile ,perché nel 2004 quando la richieste da parte dell’occidente erano tantissime arrivò a costare 600 dollari al kg.
Recentemente è stato scoperto un nuovo giacimento di Coltan, in Amazzonia, si comincerà a lavorare presto con le conseguenze che tutti possono prevedere, forse altre storie di ribellione degli Indios e morte.
Da piccolo mi venne insegnato che la risoluzione della guerra è sempre la PACE
, temo che in questo caso se nulla cambierà, la fine della guerra del Congo, si otterrà solo con la fine delle sue risorse minerarie,
e guerra e distruzione si concentreranno in un altro.....
.... meraviglioso posto…..da distruggere.

Angelo Calianno

Informazioni e foto : www.congo.it ; www.indicuis.it; www.unimondo.org; www.cellular-news.com

venerdì 11 settembre 2009

Vergogna: Rimossa la targa di Peppino Impastato



La cultura dell'intolleranza conquista ogni giorno terreno, nell'indifferenza pressochè assoluta dei mezzi di "informazione". Se la tv in Italia è stato il mezzo mediante il quale si è creato una sorta di unità, seppur fittizia, del Paese, ora in modo subdolo sta disintegrando il tessuto sociale esaltando modelli di riferimento che hanno come solo ed unico interesse quello di distogliere l'attenzione dalla realtà e di non dire cose sgradite alla classe dirigente trasversale.
E di oggi la notizia del sindaco leghista di Ponteranica e della sua brillante idea di rimuovere la targa che intitolava la bibblioteca del proprio paese a Peppino impastato un eroe italiano della lotta contro la mafia, per ovvii motivi al grande pubblico di massa sconiosciuto.
In uno Paese normale una persona al solo pensiero di voler cancellare la memoria di un eroe sarebbe stato preso a calci nel culo. Ma qua, si sa siamo in italia, tutto è lecito soprattutto se tende a fare esaltare chi si nutre di razzismo di intolleranza.
I modelli di riferimento per i giovani come Saviano sono costretti a fuggire all'estero sotto scorta, gli eroi come Peppino Impastato vengono sostituiti da stallieri alla Mangano...e poi ci meravigliamo se ne viene cancellata la memoria in una bibblioteca.
Ci uniamo virtualmente per affiggere la targa di Peppino Impastato nel Web... e ringraziamo gli amici che in nottata sono intervenuti per far capire al sindaco di Ponteranica che non tutti sono d'accordo con la sua decisione.

lunedì 20 luglio 2009

Il conflitto degli interessati

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Il raggiungimento dell’attuale potenza mediatica di Berlusconi è stato agevolato anche dall’appoggio politico, volontario e consenziente, dei “comunisti”.

Quello che potrebbe sembrare un controsenso o un errore concettuale è in realtà ciò che più comunemente viene chiamato baratto. Quando ancora Silvio non programmava di entrare in politica da protagonista, imbastiva floridi rapporti con gli attuali odiati sinistroidi al fine di favorire il successo del suo progetto televisivo.

La pietra miliare è collocata nel 1984: Craxi, con un decreto legge permette alle televisioni di Silvio Berlusconi di continuare la loro attività, aggirando il divieto per le tv locali di trasmettere a livello nazionale. Altro dato cruciale: in quello stesso anno Walter Veltroni è responsabile Comunicazioni di massa del PCI. Attenzione a questo passaggio: il PCI al momento dell’introduzione di tale decreto pro-Silvio si stracciò le vesti ma quando poco tempo dopo, nel febbraio 1985, ci fu la conversione in legge di tale decreto, il PCI garantì il numero legale rinunciando all’ostruzionismo nonostante la scadenza del decreto a poche ore dalla discussione parlamentare.

Perchè? Quale fu il motivo che ammansì a tal punto le posizioni dell’ala rossa? Il Baratto.

Quello che può essere definito lo stadio primordiale del conflitto di interessi era già in atto: le discussioni politiche circa le conseguenze e le opportunità che tale decreto prefigurava fecero venire l’acquolina in bocca al PCI che già pregustava il sapore della proprietà tematica di un canale televisivo a diffusione nazionale, il canale di Rai3.

Silvio fu lasciato libero di ammorbare l’etere con la sua ipnotica filosofia tutt’ora in imperioso e subdolo vigore mentre il PCI occupò la terza frequenza nazionale.

Da quel momento i rapporti tra Silvio e i delegati alle tematiche della comunicazione della sinistra diventarono fitti ed improntati al reciproco rispetto, ma tale rapporto e tale rispetto cominciarono fin da subito ad essere sbilanciati pericolosamente a vantaggio di fininvest.

Il delegato della sinistra era Veltroni e gli archivi testimoniano delle sue prese di posizione quando in favore, quando addirittura in ammirato elogio, di Berlusconi.

Nel 1988 comincia la discussione per il riordino dell’assetto televisivo che culminerà con la promulgazione della legge Mammì del 1990 e resta agli atti un’audizione alla Commissione cultura alla Camera durante la quale Veltroni si rivolge a Berlusconi in questi termini: «Intendo rivolgere a Berlusconi due complimenti sinceri, di stima. Il primo per la sua capacità di imprenditore che è riuscito a "inventare" un settore. Il secondo complimento va alla sua capacità di aver imposto, attraverso un alto grado di egemonia, i tempi della decisione politica in un settore così delicato come quello nel quale opera».

Segue immediatamente la promulgazione della legge Mammì ma il radioso percorso delle televisioni di Silvio continua ad essere facilitato da tutte le altre decisioni adottate praticamente da allora fino ad oggi, sia che al governo ci fosse la sinistra sia che al governo ci fosse, finalmente, a partire dal 1994, lui stesso. Ecco che il cosiddetto conflitto altro non è che un banchetto in cui gli interessati gozzovigliano e cianciano senza che ci si possa più raccapezzare tra chi sia a favore e chi contro (a favore di cosa? contro chi?).

In questo quadro nemmeno la vittoria dell’Ulivo del ‘96 preoccupa minimamente Berlusconi circa il futuro del suo impero mediatico e infatti le leggi Maccanico, i referendum del ‘95 e le più recenti sentenze politiche (in spregio di quelle giuridiche) sul caso Europa 7 gli danno pienamente ragione.

Anche quando Fininvest, a cavallo tra gli anni '90 e 2000, attraversa una grave crisi finanziaria D’Alema ne agevola il traghettamento in Borsa, che concederà ossigeno prezioso all’azienda del biscione, sotto gli occhi vigili dell’allora Presidente della Commissione speciale per il riordino del sistema radiotelevisivo, Giorgio Napolitano.

Ecco uno spunto molto interessante di un articolo di quegli anni, precisamente del 1994 di Repubblica in cui Fedele Confalonieri parla del possibile conflitto d’interessi.

(...) Negli uffici Fininvest si parla comunque sempre meno di "blind trust" (una "fondazione autonoma" cui affidare la gestione di Fininvest per evitare conflitti d'interesse) e di vendite di pezzi Fininvest, ma si guarda molto alla Borsa e si discute d'un possibile "garante esterno" della correttezza dei rapporti tra il Berlusconi presidente del Consiglio e il Berlusconi imprenditore. Cosa succederà davvero? Confalonieri fa il generico: "Noi manager Fininvest abbiamo il dovere di preservare e fare crescere questa società. Tra qualche anno, forse*, finita l'esperienza politica, Berlusconi tornerà a fare l'imprenditore. E dovrà ritrovare il suo gruppo, dovranno ritrovarlo in perfetta efficienza i suoi familiari..."(...) " (link di tutto l’articolo)

(*Peccato che quel “forse” pronunciato 15 anni fa da Confalonieri sia oggi diventato soltanto un “magari” da sospirare un po’ sconfortati)

L'odierna parte politica avversa a Silvio non è scevra da responsabilità storiche per ciò che concerne l'attuale situazione del conflitto d'interessi; come può dunque combatterlo chi ha contribuito a crearlo e chi, nei modi in cui spiega De Lucia, ne ha addirittura beneficiato ?

L’approfondito lavoro di De Lucia fa luce su questi rapporti interessati che hanno fatto la recente storia della comunicazione e della politica in Italia, rapporti interessati che di conflittuale, come si può notare, hanno ben poco.






SEGNALAZIONI DALLA RETE sull'argomento:
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1] Quando Berlusca finanziava i comunisti (video)
2]
Lo scandalo Europa7 (video)
3]
Violante confessa l'inciucio alla Camera (video)
4]
Alexander Stille su conflitto interessi (video)

domenica 19 luglio 2009

Strage di Stato... non solo di mafia


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"Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo.
"

Nel giorno della ricorrenza della strage di via D'Amelio pubblichiamo l'iniziativa di Salvatore Borsellino fratello di Paolo:

Sono passati quasi diciassette anni dalla strage di via D'Amelio a Palermo in cui furono uccisi Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina e Walter Eddie Cosina. Nonostante la magistratura e le forze dell'ordine abbiano individuato e perseguito numerosi mandanti ed esecutori della strage, rimangono pesanti zone d'ombra sulle entità esterne all'organizzazione criminale Cosa Nostra che con questa hanno deliberato e realizzato la strage stessa.

Per il 19 luglio di quest'anno, sarà una domenica, come 17 anni fa, insieme alle redazioni di www.19luglio1992.com e di ANTIMAFIADuemila e a tanti altri amici e compagni di lotta stiamo organizzando, al posto delle solite commemorazioni, una manifestazione popolare articolata in una serie di iniziative con lo scopo di chiedere che sia fatta giustizia e di sostenere tutti i Servitori dello Stato che nel corso di questi anni hanno sempre dato il meglio di se' affinche questo diritto di tutti noi fosse tradotto in fatti.
Vogliamo così quest'anno evitare che, come più volte è successo nel passato, delle persone che spesso indegnamente occupano le nostre Istituzioni arrivino in via D'Amelio a fingere cordoglio ed assicurarsi così che Paolo sia veramente morto. Vogliamo impedire che si celebrino riti di morte per chi, come Paolo Borsellino e i suoi ragazzi, sono oggi più vivi che mai.
Se lo faranno grideremo loro di andare a mettere le loro corone funebri sulla tomba di Mangano, è quello il "loro" eroe.
Spero che saremo in tanti, e tutti con una agenda rossa in mano per ricordare i misteri che ancora pesano su Via D'Amelio, i processi che vengono bloccati appena arrivano a toccare gli "intoccabili", i mandanti di quelle stragi.
Da Via D'Amelio, con quell'agenda in mano, andremo al Castello Utveggio, il posto dal quale una mano, che non era la mano di una mafioso ma di chi con la mafia ha stretto un patto scellerato, ha inviato il comando che ha fatto a pezzi Paolo e la sua scorta.
Vi chiedo di dedicare un giorno della nostra vita a Paolo e i suoi ragazzi che hanno sacrificato la loro vita per noi.
Sarà il giorno di inizio della nostra RESISTENZA,
Una RESISTENZA che sarà fatta di azioni e non solo di parole,
Una RESISTENZA che ci farà riappropriare del nostro paese e del nostro futuro


Salvatore Borsellino





SEGNALAZIONI DALLA RETE sull'argomento:
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1]
Paolo Borsellino sulla responsabilità politica (video)
2]
Nicola Mancino smentisce ogni accusa (video)
3]
Brusca: "Riina mi disse il nome del terminale politico della trattativa" (video)
4] Borsellino
che parla di Dell'Utri e Mangano (video)

martedì 14 luglio 2009

Il PD limited edition


Il Partito democratico è veramente democratico?
Dalla vicenda Grillo sembrerebbe più un partito a democraticità limitatà... un PD limited edition.
Tralasciando i cavilli autoburocratici del PD, le varie residenze, i giorni esatti a partire dalla seconda settimana di ovulazione del 4 comma dell'articolo soppresso ma reintegrato all'occorrenza, le commissioni e i comitati, ecc ecc... qua la vicenda appare molto chiara e piuttosto patetica:
C'è un personaggio molto conosciuto e molto seguito in rete che spiazza tutti e che decide di fare politica passando dalla protesta esterna all'interno del sistema candidandosi alle segreteria del maggior partito d'opposizione e presentando un suo progetto politico (tra l'altro per ora l'unico presentato): Il Parlamento pulito, la legge sul conflitto d'interessi, l'acqua pubblica, il no al nucleare e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, il massimo di due legislature per i parlamentari, wi-fi gratuito, l'informazione libera, con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico.
In un paese normale sarebbe ben accetto ma in Italia la nomenclatura del partito democratico (o a democraticità limitatà), anziché valutare la possibilità di crescita numerica e l'innovazione che i progetti presentati da Grillo potrebbero portare al partito cosa fa? Fa scudo terrorizzata tentando in tutti i modi di non farlo iscrivere e di denigrarlo senza neanche prendere in considerazione quello che dovrebbe interessargli, ossia il progetto ed eventualmente criticare quest'ultimo nel merito.

Sono obbligatorie alcune riflessioni:
Se la candidatura di Grillo è ridicola perchè i politicanti del Pd non l'hanno accettata? prenderebbero due piccioni con una fava... eliminerebbero il "problema" Grillo (che ha sempre criticato aspramente questi vertici e, su di LORO si, ha "sputato veleno" come dice la Melandri) e acquisterebbero più consenso in quanto vincitori sul "populismo grilliano".

Se il partito è aperto a tutti quelli che vogliono iscriversi e gli elettori del partito stesso decidono chi e come dovrà rappresentarli... cosa è questa commissione di garanzia che decide l'idoneità o meno di un iscritto al partito ed in base a che cosa decide? dove sta la democraticità di un partito se i vertici filtrano i possibili concorrenti? con questi metodi autoreferenziali persino nel partito democratico statunitense Obama sarebbe stato fatto fuori dalle lobbies interne...

Questa commissione di garanzia (garanzia della casta?????) ha obiettato che chi si candida alla guida del PD deve condividere le idee e i progetti del partito...ma quali sono le idee se non quelle che dettano gli elettori che si vedono rappresentati in quel partito e che lo votano? e quali sono i progetti se non quelli che l'eventuale candidato presenta agli elettori che hanno appunto il potere di approvarli o meno con la preferenza?
Non penso che se si candidassero, per esempio, un Sandro Bondi o un Umberto Bossi alla guida del PD avrebbero grosse possibilità di essere eletti segretari, perché gli elettori delle primarie semplicemente non li voterebbero... perché con Grillo invece sono sorti questi problemi?

E palese buona parte dei vertici del PD fanno parte di quella casta autoreferenziale trasversale che prende da sempre le decisioni e che si spartisce i ruoli all'interno della stessa. Hanno bisogno del consenso degli elettori solo in campagna elettorale e quando si devono mettere in gioco contro uno che infrange i loro schemini preconfezionati vanno in panico e mettono in pratica quel filtro (la LORO garanzia) che rappresenta il limite alla vera democraticità del partito stesso.

Se i dirigenti del PD andassero nelle piazze e fra la gente comune capirebbero perché i consensi sono in caduta libera e perché ci sono sempre più ex elettori PDini che, proprio a causa di quella classe dirigente, "si riconoscono e si ispirano ad un movimento politico ostile".
Questo è un PD limited edition destinato a dissolversi in poco tempo. Gli elettori stessi del PD sono il più pericoloso nemico dei dirigenti del PD... e se uno teme il giudizio dei propri elettori è destinato politicamente a morte certa.


domenica 12 luglio 2009

Beppe Grillo è il quarto candidato alla segreteria del PD


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La notizia della candidatura di Beppe Grillo alla segreteria del Pd è di quelle che lasciano alquanto sorpresi... ci saranno a breve approfondimenti sulla vicenda.
Indiscutibilmente questa decisione, in un periodo di profonda crisi etica e morale dei partiti, di continuo mancato rinnovamento delle classi dirigenti, è una bomba politica di entità spropositate per l'intero sistema della "casta".
Tralasciando, per il momento, l'ipotesi che la sua potrebbe essere una boutade provocatoria sarà divertente vedere le reazioni dei vertici autoreferenziali del Pd che faranno scudo, questa volta uniti veramente, per proteggersi da "intrusioni esterne" che potrebbero rovinare i vecchi schemi consolidati e aprire scenari nuovi.
Sarà interessante vedere la reazione dei media tradizionali che sicuramente faranno a gara a chi di piu ridicolizza la scelta di Beppe.
Intanto possiamo dire che il programma annunciato da Beppe sarà quello dei Comuni a Cinque Stelle a livello nazionale, la restituzione della dignità alla Repubblica con l'applicazione delle leggi popolari di Parlamento Pulito e un'informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico.
Per ora l'unica cosa certa è che l'opinione di chi non vota Pd perché odia la classe dirigente è molto diffusa nel paese.... ne vedremo sicuramente (speriamo!) delle belle...
Stay tuned.....




SEGNALAZIONI DALLA RETE sull'argomento:
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1] Intervista a Beppe Grillo su Corriere.tv : (ascolta)
2] L'opinione di Daniele Martinelli (leggi)
3] L'opinione di Di Pietro (leggi)
4] Sondaggio sull'espresso: vota il segretario del PD (vota)

giovedì 9 luglio 2009

Le armi di distrazione di massa...


Chi crede che il controllo delle masse si attua prevalentemente gestendo le notizie nei programmi di informazione è completamente fuori strada. Il nucleo del controllo delle masse nei sistemi democratici, come abbiamo spiegato più volte, consiste nel determinare, alla lunga, dei modi di pensare generalizzati.
Abbiamo già visto negli articoli precedenti (del blog eccocosavedo.blogspot.com n.d.r.) quali sono i modelli e le tecniche che creano una situazione di regime mantenendo l’illusione della democrazia: Sono i modelli di pensiero più elementari e impulsivi, quelli della rabbia, dell’invidia, della competizione con i metodi del branco o del linciaggio di piazza. Va proposta l’immagine del personaggio famoso, ricco, alla moda e piacente. Anche la comunicazione deve essere vissuta in un contesto di regolamenti dove è consueta la delega ad un Autorità che giudica e spiega, e, in ultima analisi, elargisce premi e punizioni.
Ma se volessimo veramente controllare le masse, in che maniera potremmo diffondere questi principi?
Dovremmo innanzitutto avere il controllo di un canale televisivo. Creare dei programmi seguiti da molte persone, specialmente giovani, che sono più facili da educare, e proporli per mesi o addirittura per anni…
Quei programmi dovrebbero mostrare ripetutamente l’espressione istintiva ed emotiva delle persone, e trascurare il più possibile l’aspetto della cultura e dell’intelligenza individuale. Favorire la competizione con premi e punizioni pubbliche decretate da un Autorità che divide costantemente fra buoni e cattivi, stimolare invidie e reazioni emotive da mostrare in pubblico. Risse, discussioni superficiali, aggressività e ignoranza ostentate, crisi isteriche e pianti sono utili. Questo è il paese che vogliamo ottenere.
Su un isola deserta, in una grande casa, in una fattoria o, semplicemente negli studi dell’emittente, questi ipotetici programmi dovrebbero promuovere delle immagini di persone ricche, esteticamente invidiabili, e preferibilmente superficiali. Plaboys, veline o aspiranti tali vanno sempre bene.
Potrebbero svolgersi in una scuola per giovani aspiranti alla fama televisiva, che accettano l’autorità di alcuni giudici, superano delle prove, imparano a seguire i regolamenti, esprimono gioia e lacrime e si esibiscono al centro di uno stadio pieno di folla.
Potrebbero avere dei troni su cui sedersi, però dover chiedere il permesso di parlare per alzata di mano, come si fa nelle scuole elementari. Potrebbero delegare, sempre per gioco, il controllo alla Maestra che potrebbe decidere chi deve parlare, come e quando, e magari rispiegare cosa voleva dire veramente chi ha parlato.
Potrebbero fare capire che il Giusto e lo Sbagliato non nasce da una indagine intellettiva, libera da coinvolgimenti di parte, ma invece dalle risate contagiose dell’arena in cui si grida, ridicolizzando l’avversario con una furba e cattiva battuta d’effetto.
I provini a pagamento e le selezioni per entrare a fare parte di questi programmi, potrebbero, sempre ipoteticamente, diventare essi stessi dei programmi televisivi che mostrano i giovani che hanno come unico sogno diventare un famoso personaggio televisivo. Sarebbe geniale mostrare tutto in TV: Dai provini al programma effettivo, e magari portare a Sanremo il vincitore o mostrare i partecipanti di questi programmi in vari altri talk-show. La televisione includerebbe in se tutto ciò di cui ha bisogno in un continuo autoriferimento, dal terreno di coltura fino al prodotto finito, passando per ogni fase intermedia.
Se esistesse un programma del genere, le coscienze collettive e il senso comune delle masse verrebbero, con gli anni, plasmati a favore dei modelli vantaggiosi all’accentramento del potere del regime, tenendo al tempo stesso la popolazione appagata, divertita, interessata, occupata e distratta dai problemi reali.
Infine verrebbero tutti richiamati in fila, senza ribellione, ad ascoltare con ansia le ultime decisioni prese dal genitore comune.

Grazie di cuore a Marco Canestrari ed al suo blog per il post.

martedì 16 giugno 2009

Mastella, la Rete non sarà Clemente con te


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Ieri sera, grazie ad un sms ho scoperto che nella puntata di Porta a Porta sarebbero stati ospiti i neoparlamentari europei Clemente Mastella e Luigi De Magistris, subito la memoria mi ha portato indietro nel tempo quando da piccoli si giocava a Guardie e Ladri, non so il perché.
Argomento principe della serata: DDL intercettazioni (faremo un post sul DDL).
Ero certo che Mastella avrebbe sparato qualche stronzata infatti, non delundendo le mie aspettative, ha subito calunniato pesantemente Gioacchino Genchi dicendo che “HA INTERCETTATO META’ DEGLI ITALIANI”.
Ho subito caricato lo spezzone video su YouTube (lo vedete in grande ad inizio post) e oggi ho letto la bella notizia che Genchi querelerà Mastella per le parole contenute in quel video!

E’ stato un piacere fornire la prova-video al nostro amico Gioacchino, la forza della Rete è anche questo: condividere, ricordare e informare.

PS: nel libro in uscita di Mastella (dal titolo: "Non Sarò Clemente") apprendiamo una chicca fantastica che la dice lunga sulla salute della Laicità dello Stato italiano:

«Mi schierai per il no ai Dico, le unioni tra omosessuali. Prodi arrivò a minacciare con­seguenze sulla mia permanenza al gover­no: 'O firmi anche tu per i Dico, o te ne vai'. Tenni duro. E un giorno mi arrivò una telefonata dal Vaticano. Mi passarono la se­greteria del Santo Padre. Subodorai uno scherzo, e quando sentii quella voce dall’ac­cento teutonico pensai a Fiorello. Ma poi mi convinsi che era davvero il Papa. Voleva esprimermi il suo apprezzamento per la mia posizione». (Fonte: Corriere)







SEGNALAZIONI DALLA RETE sull'argomento:.
1] Genchi querela Mastella dopo puntata di Vespa (1, 2)
2] Playlist di video sulla demonizzazione di Genchi (guarda)
3] Visita il blog di Gioacchino Genchi (link)

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sabato 6 giugno 2009

Elezioni Amministrative, una speranza: la lista civica certificata.


Sabato 6 e Domenica 7 Giugno si vota in molti comuni italiani per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali, se anche nel tuo comune è prevista la chiamata elettorale, informati circa l’eventuale presenza di una “lista civica certificata a 5 stelle”.

Cosa sono le liste civiche certificate?

Nate e sviluppate attorno ad un’iniziativa portata avanti in tutta Italia dai meetup di Beppe Grillo, le liste civiche vengono certificate se i candidati rispondono a requisiti ben precisi e se nei programmi sono indicati specifici impegni.

La loro esistenza rappresenta l’unica vera novità di questa tornata amministrativa, un insieme di movimenti locali costituiti da cittadini non politicanti di professione che hanno deciso di prendere finalmente in mano le redini del proprio futuro.

Tutte le info e l’elenco dei comuni nei quali è stata certificata una o più liste qui.

Silenzio pressoché totale, a parte rare eccezioni (1; 2; 3), da parte dell’informazione nazionale. Quanti di voi ne hanno sentito parlare alla radio o in tv? Ormai l’abbiamo capito già da un pezzo, la verità e la speranza bisogna andarsele a cercare ogni giorno col mouse.

Bypassa la ridondante messe di dichiarazioni, polemiche, ripicche, sputtanamenti più o meno calcolati e clicca sui link per scoprire se anche nel tuo comune è candidata una lista certificata.

Forza e coraggio: prima che se ne rendano conto un CLIC li seppellirà.

Estratti video della mini tournè di Beppe Grillo per sostenere le liste civiche a cinque stelle:
- Pesaro (video)
- Bari (video)
- Frascati (video)
- Pescara (video)
- Fano (video)
- Ferrara (video)
- Palermo (video)

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